13 ottobre – Dio: guaritore di cuori! 28a domenica del tempo ordinario anno C

Pubblicato giorno 10 ottobre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Commenti alle letture festive 2019

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28a domenica del tempo ordinario

Dio guarisce e dona una nuova vita

 

Nelle letture di questa domenica ci sono presentate diverse situazioni di malattia, di sofferenza e con stupore vediamo che Dio interviene a guarire, a purificare, a sostenere chi con fiducia si rivolge a lui. Dio si rivela come il Salvatore, come il Liberatore, come colui al quale sta a cuore il nostro bene. Nella malattia non è così scontato credere che Dio sia dalla nostra parte e ci voglia guarire veramente: molto spesso siamo portati a dubitare che Dio voglia davvero guarirci, «farci il miracolo»; eppure, è proprio la situazione di sofferenza che può aiutarci a riconoscere il nostro bisogno di Dio, donandoci l’occasione di scoprire il valore profondo della vita come dono ricevuto da lui e permettendoci di fare un passaggio ulteriore nel cammino della fede, un cammino che si rivela di guarigione. Il presentare a Dio il proprio desiderio di guarigione esteriore, invocare il suo aiuto, può essere il punto di partenza per entrare in una relazione profonda con lui, non accontentandosi di una religiosità superficiale. La persona sofferente ha l’opportunità di imparare, proprio nell’esperienza del dolore, a riconoscere nella propria vita la presenza misericordiosa del Signore, che risponde ed è presente in modi spesso inaspettati, ma reali. Molte volte situazioni di sofferenza sono divenute per diverse persone occasioni per intraprendere un cammino di rinnovamento interiore, permettendo loro di guardare all’esistenza con occhi nuovi, attribuendo a ogni cosa un valore diverso dai parametri precedentemente usati per valutare la realtà, perché nuove e più essenziali sono le domande che nascono dentro la coscienza, sacrario dell’uomo, dove l’uomo può incontrare Dio. Intraprendere un cammino di conversione aiuta a lasciarsi interpellare da Dio nel profondo del cuore, a lasciarsi guarire da quelle durezze interiori che sono un ostacolo per vivere relazioni di comunione pacificate con Dio e con i fratelli con i quali condividiamo la vita.

prima lettura   Ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele

Naaman è un uomo stimato che occupa una posizione di potere e di fronte alla guarigione sente il bisogno di ringraziare il profeta Eliseo con la ricchezza che possiede, per ripagare il beneficio ricevuto da Dio seguendo la logica «tu mi dai io ti do (ti pago)». Eliseo non accetta questa logica opportunistica, di mero scambio, ma indica a Naaman la grandezza della gratuità e misericordia di Dio, che dona senza pretendere nulla in cambio. Naaman riconosce il Signore diverso dagli altri dei che onorava precedentemente e scaturisce nel suo cuore il desiderio di poter restare sempre in rapporto con un Dio così buono che non pretende, ma tende la mano.

seconda lettura   Ricordati di Gesù Cristo

Nella vita di Paolo la presenza di Dio ha un primato assoluto, tanto che è disposto a soffrire qualsiasi cosa perché anche altri possano fare esperienza della verità liberante di Gesù Cristo e raggiungere la salvezza. C’è un fuoco di amore che divora Paolo e nessun ostacolo umano lo può spegnere. La grazia di Dio, che ha raggiunto Paolo, lo ha riconciliato nel profondo e gli ha donato quella libertà interiore che lo porta a non aver paura di soffrire per il Vangelo per essere così testimone credibile della Parola che annuncia.

vangelo   Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!

Gesù guarisce dieci lebbrosi, ma solo uno straniero torna da lui per ringraziarlo e rendere grazie a Dio. Solo il samaritano è stato guarito non unicamente dalla lebbra esteriore, ma anche dalle durezze interiori che portano ad accentrarsi su se stessi, a dimenticare di ringraziare chi ci ha fatto del bene, perché dimoranti nell’illusione di poter bastare a se stessi e che tutto ci è dovuto. Il samaritano, credendo nella parola di Gesù, sperimenta la salvezza che permette di iniziare un nuovo cammino, il cammino della conversione. Gesù gli dice: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» e l’uomo riconosce di non essere più lo stesso di prima. Gesù gli indica la ricchezza che possiede e che ha permesso che tutta questa trasformazione avvenisse in lui: l’adesione personale a Dio tramite la fede. La fede in Dio è una realtà dinamica che ha la possibilità di crescere in noi lungo tutto il corso della vita e il Vangelo di oggi ci aiuta a scoprire quanto Dio ha fiducia in noi e dà un valore grande alla nostra fede.