Storia del progetto di fondazione

Il progetto di fondazione di un monastero di Clarisse nella diocesi di Trento, prende avvio il 29 settembre 1979, con la richiesta del Ministro provinciale della Provincia Tridentina di San Vigilio dei Frati minori, padre Germano Pellegrini, indirizzata alla comunità del Protomonastero Santa Chiara in Assisi. La richiesta dei Frati minori è sostenuta dallo stesso arcivescovo di Trento, monsignor Alessandro Maria Gottardi, ed è accompagnata dall’offerta di un possibile terreno edificabile, ubicato accanto al convento dei Frati minori a Rovereto.

La madre abbadessa suor Chiara Lucia Canova, risponde il 20 ottobre dello stesso anno, chiedendo tempo per maturare il discernimento nella preghiera, vista la recente fondazione di un monastero in Nicaragua.

L’anno seguente, l’approssimarsi dell’VIII centenario della nascita di san Francesco (1182-1982), suggerisce ai frati della provincia di San Vigilio, di rinnovare la richiesta della presenza del Second’Ordine francescano in Trentino. In un indimenticabile capitolo conventuale, il 5 marzo 1981, le sorelle di Assisi danno il loro consenso comunitario… non ad una ma a due richieste di fondazione! La seconda, che sarà la prima a essere realizzata, si effettuerà nella diocesi di Kamonyi, in Ruanda.

Nel mese di giugno madre Chiara Lucia, accompagnata da alcune sorelle esterne, si reca a Rovereto per verificare l’ipotesi di costruzione del monastero ventilata dai frati: ipotesi che però viene scartata per i costi eccessivi e per l’insufficiente isolamento del luogo.

Nel mese seguente, allo scopo di valutare possibili alternative, sarà il Ministro provinciale dell’Umbria, padre Giovanni Boccali, sempre accompagnato da due sorelle esterne, a recarsi in Trentino. L’esito della visita sarà quello di proporre ai Frati minori di Trento la cessione di un convento già esistente, da adattare a monastero per le Clarisse. La scelta cade sul Convento San Francesco di Borgo Valsugana, che appare come il più adatto alla nostra vita, sebbene ubicato in una cittadina un po’ periferica rispetto a Rovereto. Il 16 ottobre dello stesso anno, l’intera Provincia di San Vigilio ha acconsentito a cedere alle sorelle il convento, in uso di comodato, e ha deciso contemporaneamente la ristrutturazione del piccolo immobile attiguo, quale nuovo convento per i frati.

Nell’agosto dell’anno successivo (1983), madre Chiara Lucia Canova e la sua vicaria, suor Chiara Cristiana Stoppa, insieme a padre Giovanni Boccali effettuano il sopralluogo al convento di Borgo. Nei mesi successivi vengono avviati i lavori necessari alla divisione dell’immobile.

Nel mese di giugno 1984 vengono scelte le sorelle destinate alla fondazione: suor Chiara Donata Martelli responsabile, suor Maria Celestina Urbani, e due professe di voti temporanei, suor Maria Daniela Rolleri, e suor Chiara Angelica Vettoretto.

Il rescritto della Congregazione autorizza la fondazione in data 16 giugno 1984.Il giorno della partenza viene fissato per il 25 agosto, e confermato da padre Giovanni Boccali, Ministro provinciale umbro, durante la veglia della solennità della madre Santa Chiara. In questa occasione egli consegna singolarmente ad ogni sorella fondatrice la lettera di mandato.

Giunge così l’alba di sabato 25 agosto 1984: per noi quattro sorelle del Protomonastero Santa Chiara di Assisi, suor Chiara Donata, suor Maria Celestina, suor Maria Daniela, suor Chiara Angelica, sta per iniziare una giornata intensa, nuova e importante, destinata a concludersi ai piedi delle belle montagne trentine, a Borgo Valsugana.

Tutta l’intera comunità monastica di Assisi è coinvolta in quest’opera del Padre: ne sono segno, alle cinque del mattino, le numerose sorelle che si avviano in basilica, nella cappella del Crocifisso di San Damiano, per spezzare insieme, fisicamente per l’ultima volta, il dono della Parola e del Pane.

Avviandoci verso la portineria, passiamo per l’ultima volta attraverso il coro monastico, dove un giorno, più o meno lontano, abbiamo fatto il nostro ingresso in questa casa.

Sono le 6,15 circa quando il grande portone di clausura si chiude alle nostre spalle e intraprendiamo il viaggio alla volta del Trentino, accompagnate dalla madre abbadessa suor Chiara Lucia e dalle tre sorelle esterne: suor Chiara Ludovica, suor Maria Assunta e suor Maria Gesuina.

Intorno all’ora di mezzogiorno arriviamo a Trento, dove siamo accolte dal Ministro provinciale, padre Germano Pellegrini e dai frati del convento S. Bernardino di Trento, che ci ospitano per il pranzo.

Dopo questo momento fraterno, alle ore 15.00 siamo paternamente accolte nel Duomo di Trento dall’arcivescovo monsignor Alessandro Maria Gottardi, il quale, in un incontro privato nella cripta di Santa Massenza, alla presenza di alcune religiose di Trento, ci dà il primo benvenuto ufficiale nel cuore della sua Chiesa.

In questa occasione ci affida la devozione a Santa Massenza, che la tradizione vuole mamma di San Vigilio, patrono della diocesi, simbolo dell’ideale della donna cristiana e consacrata, donata a Dio nel silenzio.

Tra le religiose convenute per l’occasione straordinaria sono presenti, sollecitate dallo stesso arcivescovo, due monache Serve di Maria del monastero di Arco che, successivamente, partecipano con noi alla visita della cattedrale, guidata dallo stesso monsignor Gottardi.

Ci spostiamo successivamente nella chiesetta di Santa Chiara, appartenente fino al 1810 a uno dei quattro monasteri che erano sbocciati nella regione.

Tutto è in festa!

I fedeli, fra i quali numerosi giovani, affollano non solo la chiesa ma anche il vicino palazzetto.

È suggestivo che la prima liturgia della Parola ci attenda oggi qui, dove le nostre sorelle hanno pregato per lunghi secoli: è il filo di una presenza che si riannoda a distanza di quasi due secoli.

Monsignor Gottardi prende la parola e ricorda un po’ della storia del movimento clariano nel Trentino, ricorda i nomi delle abbadesse passate, ricorda come sin dal 1971 si sono fatti tentativi per ripristinare questa presenza orante nella Diocesi, ricorda infine le nostre sorelle di Assisi, presenti con noi in comunione di preghiera. Siamo invitati poi a un breve rinfresco offerto dalle figlie della Chiesa.

All’uscita dalla chiesetta di S. Chiara ci sono manifestati tanti segni di affetto e comunione e, apertamente o meno, ci vengono affidate le prime intenzioni di preghiera.

Quando riusciamo a risalire in automobile è per l’ultima tappa! Si va a Borgo Valsugana!

Chissà perché… ma l’ultimo tragitto sembra il più lungo…

Il programma del nostro arrivo a Borgo prevede anzitutto la sosta di preghiera in un luogo che, fino al 1782, per quasi due secoli, ha visto la presenza delle clarisse: la chiesa di S. Anna, attigua al monastero (fondato ad opera della venerabile Giovanna Maria della Croce di Rovereto), ora sede comunale.

La chiesa e la piazza antistante sono letteralmente gremite di folla che ci attende! Folla che sbuca anche dalle finestre delle belle case e dalle strade comunicanti, e che sarà anche la più vicina a noi nel nuovo cammino di vita che stiamo per iniziare. Non manca neppure la banda!

In chiesa ci attendono l’arciprete di Borgo, Don Alberto Tomasi e il guardiano dei Frati minori del Convento San Francesco di Borgo, padre Romeo Anselmi.

Anche qui viene celebrata una liturgia della Parola. Ascoltiamo poi il discorso dell’arciprete, quello del sindaco signor Mario Dandrea e di padre Germano Pellegrini. Infine suor Chiara Donata, come nostra superiora, si rivolge a tutti i convenuti esprimendo i sentimenti e gli ideali che ci portiamo nel cuore.

Al termine della celebrazione si snoda una processione che, arrampicandosi per la ripida stradina, ci guida finalmente verso il Convento e la chiesa di San Francesco, il cui piccolo campanile ci dà dall’alto il suo benvenuto.

Mentre per la prima volta, trepidanti, facciamo ingresso nella chiesa che ci vedrà ogni giorno raccolte in preghiera, viene intonato il “Veni Creator Spiritus”: che davvero lo Spirito scenda, abbondante, su noi, su questa Chiesa di Trento che ci accoglie con tanta benevolenza, su quanti hanno preparato e atteso questo ritorno di Chiara d’Assisi in Trentino! Dopo alcune parole di saluto, padre Germano consegna a suor Chiara Donata le chiavi del neo monastero.

Prima di oltrepassare la soglia della futura clausura e visitare così la nuova dimora che il Signore ci dona e che promette di abitare con noi (…perché “là dove due o tre sono riuniti” nel suo nome, lui è sempre operante con la presenza del suo amore!), abbiamo modo di scambiare un saluto fraterno con molti fedeli convenuti ad accoglierci, con le suore, i giovani e i molti frati.

L’ultimo momento fraterno e di benedizione del Signore, prima di rimanere solo noi monache, è la cena nel refettorio, consumata insieme ai frati.

E fu sera e fu mattina… primo giorno!