DSCN0865Questa sezione del menu ti offre, nelle sue sottopagine, le testimonianze di vocazione di alcune sorelle.

Una testimonianza è una condivisione: non è solo una narrazione, è “spartizione” di una grazia. La vocazione accade per contagio: è il Bello, il Bellissimo, che attira a sé, anche facendosi scorgere nelle tracce disseminate nella vita di chi ci sta accanto.

Ti offriamo la nostra condivisione con l’augurio che tu possa incontrare l’Amore. E seguirlo, dovunque Egli ti chiami ad andare!

 

La ricerca del volto di Dio attraversa la storia dell’umanità, da sempre chiamata a un dialogo d’amore con il Creatore. L’uomo e la donna, infatti, hanno una dimensione religiosa insopprimibile che orienta il loro cuore alla ricerca dell’Assoluto, a Dio, del quale percepiscono – non sempre consapevolmente – il bisogno. Questa ricerca accomuna tutti gli uomini di buona volontà. Anche molti che si professano non credenti confessano questo anelito profondo del cuore, che abita e anima ogni uomo e ogni donna desiderosi di felicità e pienezza, appassionati e mai sazi di gioia.

Sant’Agostino nelle Confessioni lo ha espresso con efficacia: «Ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te». Inquietudine del cuore che nasce dall’intuizione profonda che è Dio a cercare per primo l’uomo, attraendolo misteriosa­mente a Sé.

La dinamica della ricerca attesta che nessuno basta a sé stesso e impone di incamminarsi, alla luce della fede, per un esodo dal proprio io autocentrato, attratti dal Volto del Dio santo e insieme dalla «terra sacra che è l’altro», per sperimentare una più profonda comunione.

Questo pellegrinaggio alla ricerca del Dio vero, che è proprio di ogni cristiano e di ogni consacrato in forza del Battesimo, diventa, per l’azione dello Spirito Santo, cammino di configurazione a Cristo Signore.

Le persone consacrate sono chiamate a scoprire i segni della presenza di Dio nella vita quotidiana, a diventare interlocutori sapienti che sanno riconoscere le domande che Dio e l’umanità ci pongono. La grande sfida è la capacità di continuare a cercare Dio «con gli occhi della fede, in un mondo che ne ignora la presenza»

Come uomini e donne che abitano la storia umana, i contemplativi, attirati dal fulgore di Cristo, «il più bello tra i figli dell’uomo» (Sal 45,3), si collocano nel cuore stesso della Chiesa e del mondo e trovano nella ricerca sempre incompiuta di Dio il principale segno e criterio dell’autenticità della loro vita consacrata.

Papa Francesco, Costituzione apostolica Vultum Dei quaerere (1-3), 2016