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Le tappe della formazione in monastero

Vi è un grembo privilegiato dal quale scaturiscono le varie tappe della formazione iniziale in monastero. Questo grembo è la formazione permanente o continua. Essa consiste in:

un itinerario di tutta la vita, sia personale sia comunitario, “che deve portare alla configurazione al Signore Gesù e all’assimilazione dei suoi sentimenti nella sua totale oblazione al Padre”. È quindi un processo di continua conversione del cuore, “esigenza intrinseca della consacrazione religiosa”, ed esigenza di fedeltà creativa alla propria vocazione. La formazione permanente o continua è l’humus della formazione iniziale.

In quanto tale, la formazione permanente o continua deve essere considerata come prioritaria sia nel progetto di vita comunitario, sia nel progetto di vita di ciascuna monaca.

Lo scopo della formazione permanente è quello di nutrire e custodire la fedeltà, sia della singola monaca che della comunità, e portare a compimento quanto iniziato nella formazione iniziale, perché la persona consacrata possa esprimere in pienezza il proprio dono nella Chiesa, secondo un carisma specifico.

Ciò che caratterizza questa tappa (…) è il quotidiano, da vivere nel dono pieno di sé al Signore e alla Chiesa.

La formazione permanente avviene nel contesto della vita quotidiana: nella preghiera e nel lavoro, nel mondo delle relazioni, particolarmente nella vita fraterna in comunità, e nel rapporto con l’esterno, secondo la vocazione contemplativa.

La formazione permanente coltiva la capacità spirituale, dottrinale e professionale, l’aggiornamento e la maturazione della contemplativa, in modo che possa svolgere in maniera sempre più adeguata il suo servizio al monastero, alla Chiesa e al mondo, secondo la propria forma di vita e le indicazioni della Costituzione Apostolica Vultum Dei quaerere. (dall’Istruzione Cor Orans, Istuzione sulla vita contemplativa femminile, 2018)

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La formazione iniziale

Le tappe del cammino che conduce alla consacrazione nell’Ordine di santa Chiara sono quattro: l’aspirantato, il postulantato, il noviziato e il tempo della professione temporanea. In tutte le sue tappe tende a far fare esperienza e “conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza”. Ciascuna di queste tappe è parte di un cammino formativo che dura tutta la vita.

La formazione in quanto processo continuo di crescita e di conversione che coinvolge tutta la persona, deve favorire lo sviluppo della dimensione umana, cristiana e monastica delle candidate e delle monache, vivendo radicalmente il Vangelo, in modo tale che la propria vita diventi una profezia.

La formazione monastica contemplativa deve essere organica, graduale e coerente nelle sue diverse tappe, in quanto è chiamata a promuovere lo sviluppo della persona in modo armonico e progressivo, nel pieno rispetto della singolarità di ciascuna.

Sotto l’azione dello Spirito Santo, sia le candidate che le monache sono le protagoniste principali della propria formazione e le responsabili nell’assumere e interiorizzare tutti i valori della vita monastica.

Per tale motivo, il processo formativo deve essere attento all’unicità di ogni sorella e al mistero che reca in sé e ai suoi doni particolari, per favorire la sua crescita mediante la conoscenza di sé e la ricerca della volontà di Dio.

Nella formazione iniziale, riveste particolare importanza la figura della formatrice. Infatti, anche se “Dio Padre è il formatore per eccellenza”, però “in questa opera artigianale si serve di mediazioni umane” tra le quali si trovano le formatrici, “la cui missione principale è quella di mostrare la bellezza della sequela del Signore ed il valore del carisma in cui essa si compie” (Cor Orans)

L’aspirantato

L’aspirantato è il tempo di una prima conoscenza del monastero da parte della giovane che si sente attratta da questa forma di vita e della giovane stessa da parte della comunità del monastero. Questa tappa, che ha la durata minima di un anno, si svolge nell’affidamento a una sorella che accompagna la giovane nel discernimento ed è fatta di frequenti contatti con la comunità e anche di alcuni periodi trascorsi in clausura per poter conoscere direttamente la vita che si intende abbracciare.

Il Signore Gesù ha insegnato che chi intraprende un’azione importante deve prima ben ponderare se ha “il necessario per portare a termine l’impresa”. Per questo chi pensa di iniziare il cammino della vita contemplativa trascorra un certo tempo nella riflessione circa le sue reali capacità e fare una prima verifica personale della autenticità della propria chiamata alla vita monastica contemplativa.

Avere “il necessario” significa possedere le doti naturali e psicologiche (…) che rendono possibile trascorrere la vita in comunità, nella continenza, nell’obbedienza, nella povertà e nella clausura. (cfr. Cor Orans).

Il Postulantato

Il postulantato è la tappa formativa interamente svolta in clausura.

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E’ una tappa necessaria per l’adeguata preparazione al noviziato, durante la quale la candidata conferma la propria determinazione a convertirsi attraverso un progressivo passaggio della vita secolare alla vita monastica contemplativa.

Durante questo tempo, la postulante è gradualmente introdotta al processo di assimilazione degli gli elementi fondamentali della vita monastica contemplativa.

Il postulantato comporta un’esperienza più diretta e concreta della vita in comunità secondo il carisma proprio dell’Ordine. (cfr. Cor Orans).

Noviziato

 

Il noviziato è il tempo in cui la novizia inizia la vita in un determinato Istituto, continua il discernimento vocazionale e DSC_5296l’approfondimento della propria decisione di seguire Gesù Cristo nella Chiesa e nel mondo di oggi, secondo un determinato carisma.

Il noviziato è il tempo della prova, ed ha come obiettivo quello di portare la candidata a prendere coscienza più piena della vocazione secondo uno specifico carisma, verificandone la reale e concreta capacità di viverlo con gioia e generosità, particolarmente in quanto si riferisce alla vita fraterna in comunità.

Il tempo della professione temporanea

Copia di 17clarisseIn questa tappa l’inserimento nella vita della comunità è pieno, dunque l’obiettivo è quello di sperimentare la capacità della professa temporanea di trovare un proprio equilibrio tra le varie dimensioni della vita monastica contemplativa (preghiera, lavoro, relazioni fraterne, studio…), riuscendo a realizzare una propria personale sintesi del carisma ed incarnandolo nelle diverse situazioni di vita quotidiana.

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