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Il nostro lavoro

Dalla Regola di santa Chiara
Capitolo VII – Del modo di lavorare

Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare, lavorino, dopo l’ora di terza,  applicandosi a la­vori decorosi e di comune utilità, con fedeltà e devozione, in modo tale che, bandito l’ozio, nemico dell’anima, non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al quale tutte le altre cose temporali devono servire.

E l’abbadessa o la sua vicaria sia tenuta ad assegnare in capitolo, davanti a tutte, il lavoro che ciascuna dovrà svol­gere con le proprie mani. Ci si comporti allo stesso modo quando qualche persona mandasse delle elemosine, af­finché si preghi in comune per lei. E tutte queste cose vengano distribuite dall’abbadessa o dalla sua vicaria col consiglio delle discrete a comune utilità.

I lavori che eseguiamo vogliono anzitutto essere a servizio del culto divino.

Il tempo dedicato al lavoro, nell’arco delle nostre giornate, occupa unicamente un paio d’ore al mattino e un’ora e mezza al pomeriggio. Il primato della preghiera fa del lavoro un’attività creatrice e creativa per la lode di Dio, ordinata alla contemplazione. Questo primato “condiziona” concretamente il tempo di esecuzione dei diversi manufatti che è necessariamente lungo.

Non appartenendo alla categoria dell’hobbistica o a categorie di carattere commerciale, i nostri lavori sono a offerta libera.

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