19 maggio – La gloria di Dio è l’amore, V domenica di Pasqua

Pubblicato giorno 17 maggio 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Commenti alle letture festive 2019

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Da Messale festivo EMP

5a domenica di pasqua

LA GLORIA DI DIO E’ L’AMORE

 

Nel tempo radioso di Pasqua la parola del Signore accompagna il nostro cammino con grande concretezza, la concretezza stessa del mistero pasquale in cui gioia e dolore, morte e vita non si escludono a vicenda, ma rimangono unite in una insolita comunione… Tale frutto di umanità riconciliata è la testimonianza più bella del regno che viene e che il Figlio ha inaugurato nella sua pasqua, dopo averci promesso che niente e nessuno avrebbe più potuto toglierci la nostra gioia (Gv 16,23). La buona notizia che ci è donata in questa domenica è la rassicurazione che le fatiche e le difficoltà che incontriamo non sono un ostacolo al Regno, cioè a una vita bella e piena; ne sono piuttosto la via, la porta… Può sembrare paradossale, ma se ci mettiamo in ascolto umile della Parola saremo pian piano condotti a comprendere il senso di tale apparente paradosso, il segreto che sta al cuore del Vangelo e che è l’essenza stessa di Dio: l’amore.

La grandezza dell’amore, vittorioso sul male e sulla morte, è tutta nella tenerezza con cui si fa disponibile ad assumere ogni aspetto della realtà, attraversando anche il buio del dolore e della prova con la luce della fede e la forza mite e intrepida della speranza. E’ nell’umile amore che si rivela la gloria di Dio. Una gloria così diversa dalla nostra, così diversa dalle glorie che propone il mondo…, eppure sentiamo che è vera, ne percepiamo il sapore autentico ed è unicamente di questa gloria che il nostro cuore ha profonda, benedetta nostalgia.

 

PRIMA LETTURA   Entrare nel regno di Dio attraverso tribolazioni

E’ bello vedere nel brano degli Atti come la fede è un dono di Dio vissuto insieme: quanto è importante sostenersi nel credere all’amore! Paolo e Barnaba confermano i discepoli, perché stiano saldi nella fede anche in mezzo alle tribolazioni che stanno attraversando, e li affidano alla cura degli anziani, di coloro cioè che sono discepoli da un tempo più lungo e possono sostenere i fratelli nel cammino. I due apostoli tornano quindi ad Antiochia, in seno alla comunità che li aveva inviati e affidati alla grazia di Dio, necessaria per compiere la missione. E’ Dio, infatti, a operare in loro e con loro, aprendo nei cuori di tanti la porta della fede, dello stupore e della fiducia davanti al sorprendente amore di Colui che ha dato la sua vita per tutti gli uomini, chiamandoli a entrare nella vera gloria del suo regno.

 

SECONDA LETTURA   Ecco, io faccio nuove tutte le cose

La visione dell’apostolo Giovanni ci offre uno squarcio meraviglioso sulla vita che ci attende nei cieli, dove Dio prepara la sua festa di nozze con l’umanità amata, facendo nuove tutte le cose: il cielo, la terra, la chiesa quale nuova Gerusalemme formata dall’unione riconciliata di tutti i popoli. Nell’appartenenza piena e felice dell’amore tra Dio e le sue creature tutto troverà il suo compimento, tutte le vicende e le pene della vita si scioglieranno in giubilo, rivelando finalmente il loro volto di gloria.

 

VANGELO   Ora il Figlio è stato glorificato… Amatevi

Il brano evangelico che la liturgia oggi ci propone, riporta la nostra attenzione all’ultima cena vissuta da Gesù con i suoi. La chiesa non si stanca di tornare al cenacolo per sostare accanto al suo Signore e Maestro, meditandone i gesti e le parole, tanto preziosi perché compiuti alla vigilia della sua passione e morte, e custodendoli con cura come il testamento che egli ci ha lasciato per vivere in sua memoria.

«Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato»: nel buio inquietante del tradimento di Giuda brilla umile e tenace la fedeltà amorosa di Gesù, che si consegna al cuore degli amici benché incapaci di fedeltà… In questo amore senza pentimenti, che va fino in fondo consegnandosi liberamente alle mani degli uomini per la loro salvezza, rifulge tutta la bellezza della gloria divina! Dio non possiede altra gloria che la sua passione per noi, il suo desiderio di dare se stesso perché possiamo avere vita in abbondanza, partecipando pienamente alla comunione con lui e godendo di tutta la dignità dei figli, eredi della sua stessa gloria. Una gloria che desidera prendere carne in noi e nella nostra esperienza di vita, trasformando il nostro modo di amare, così che nell’amore reciproco, nutrito e vivificato dalla sua misericordiosa fedeltà, risplenda il segno pasquale della nostra appartenenza a lui e la testimonianza più vera che la gloria di Dio è l’amore.