26 maggio – L’amore, fonte di libertà, VI domenica di Pasqua

Pubblicato giorno 24 maggio 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Commenti alle letture festive 2019

jesus-cross-summit-cross-37737
Condividi su:   Facebook Twitter Google

 

Da Messale festivo EMP

6a domenica di pasqua

L’AMORE, FONTE DI LIBERTA’

 

La potenza dell’Amore crocifisso e risorto tutto investe e compenetra di sé, immettendo nel mondo e nel cuore dell’uomo una forza trasformante di vita nuova. E’ una forza divina che non si impone, dolce ma irrefrenabile… come la primavera, quando il tepore del sole risveglia tutta la natura che, dopo i rigori dell’inverno, si riveste di bellezza nel suo tenero splendore fecondo di vita. Questa forza divina delicata e potente, che tutto trasforma e rinnova, è l’azione dello Spirito Santo, dono pasquale per eccellenza, amore del Padre e del Figlio effuso su di noi per sempre come vita della nostra vita, anima della nostra anima. La sua presenza operante in noi è così fondamentale che senza lo Spirito non potremmo nemmeno dire che Gesù è il Signore, come afferma l’apostolo Paolo (cf. 1Cor 12,3).

Nella liturgia di questa domenica viene messa in luce una delle caratteristiche più belle di questo divino dono d’amore: la libertà. Dirà ancora san Paolo che «dove c’è lo Spirito c’è libertà» (2Cor 3, 17), la libertà di aderire all’amore in novità di mente, di cuore, di vita… pur nella fatica che questo comporta per noi, abituati alle nostre sicurezze che rischiano di rimpicciolire l’orizzonte ampio di Dio e la grandezza della sua opera di bene in nostro favore. Per questo la Parola del Signore ci invita a non temere, ad aprire il cuore con fiducia, certi che non rimarremo delusi.

PRIMA LETTURA   E’ parso bene non imporvi altro obbligo

La prima comunità cristiana diventa per noi esempio di ascolto fecondo dello Spirito che conduce i credenti alla libertà dei figli di Dio. Davanti alle difficoltà e alle tensioni nate al suo interno circa l’obbligo dell’osservanza della legge di Mosè anche da parte dei fratelli provenienti dal paganesimo, la giovane Chiesa di Gerusalemme si riunisce per affrontare tale problema attraverso il dialogo, l’ascolto vicendevole e la preghiera. Ed ecco che lo Spirito agisce nei cuori dei fratelli radunati insieme, aiutando la comunità ad accogliere sempre più profondamente la radicale novità del Vangelo che è la gratuità della salvezza, donata a tutti. «Per grazia, infatti, siamo salvati mediante la fede, e ciò non viene da noi, ma è dono di Dio, né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene» (cf. Ef 2,9).

SECONDA LETTURA   Non ha bisogno della luce: la sua lampada è l’Agnello

Nella gloriosa Gerusalemme del cielo, preparata per noi dall’amore del Signore e qui rappresentata da una splendida città a misura d’uomo – fondamento ci sono i nomi degli apostoli, e questo è tanto significativo se pensiamo all’anonimato delle nostre città… – godremo di una libertà piena e definitiva, senza più bisogno dei segni e luoghi della fede che, mentre ci accompagnano e sostengono nel pellegrinaggio nella vita presente, là lasceranno il posto alla realtà viva e vera della comunione beatificante con Dio e fra noi.

VANGELO   Il vostro cuore non abbia timore

Il dono del Signore risorto è sempre la pace, lo shalom come pienezza di bene che nasce dalla presenza di Dio e dalla vita di amicizia con lui. E’ la pace di cui il nostro cuore, che tanto spesso conosce timori e turbamenti, ha un bisogno profondo, una sete continua. Il Signore lo sa e per primo desidera per noi il bene della pace; per questo ci fa dono del suo Spirito, fonte di ogni consolazione, che custodisce e alimenta la nostra relazione con Gesù anche dopo il suo ritorno al Padre, mantenendo in noi la sua viva e costante presenza. Sì, Gesù non ci lascia, ma desidera rimanere con noi, abitare con noi insieme al Padre suo nell’amore. Egli sembra dirci di non avere altra casa che il nostro cuore, la nostra vita, in cui ama dimorare tanto quanto in cielo…! A quale libertà e confidenza conduce l’amore! Noi siamo chiamati a diventare dimora vivente di Dio, e questo solo grazie all’amore, perché l’amore conduce sempre alla reciproca e intima appartenenza. E’ un amore che cresce e matura nell’umile e gioiosa fedeltà alla parola del vangelo, vissuta non come un dovere, ma come un’esigenza del cuore, un aspetto dell’amore che crede alle parole dell’amato e le custodisce come le più importanti per la propria vita.