3 novembre – Incontro Gesù e …irrompe la gioia! 31a domenica del tempo ordinario anno C

Pubblicato giorno 1 novembre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Commenti alle letture festive 2019

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da Messale festivo EMP

 

31a domenica del tempo ordinario

Oggi, per questa casa, è venuta la salvezza!

 

Le letture di questa domenica ci parlano di un Dio misericordioso che si manifesta nell’agire e nella parola del Signore Gesù. La lettura del libro della Sapienza ci fa partecipi dei sentimenti del Padre che crea e che non si pente della sua opera. Egli non solo pone in essere tutte le cose che esistono e, al loro culmine, la persona umana, ma apre a ciascuno la via della libertà, offre a tutti la sua fiducia, nella speranza che, come tutti sono usciti buoni dalle sue mani, così rispondano alla loro intrinseca vocazione. Certamente Dio Padre riconosce il peccato dell’uomo, ma per lui non è un inciampo: è un’occasione per avvicinare chi ha conosciuto le vie del male. Questa vocazione divina alla riconciliazione è descritta da san Paolo nella seconda lettura: egli illumina i cristiani delle generazioni seguenti a quella di Gesù su ciò in cui consiste la loro chiamata, la loro risposta alla fede. Paolo dice che proprio nella fede e nella carità del credente Gesù è glorificato, così come ciascuno, nella sua grazia, è glorificato in lui. Questa vocazione è esemplare in Zaccheo: l’opera delle mani di quest’uomo, così simile e noi, deformata dagli interessi dell’egoismo e del potere, è «rifatta» dall’incontro con il Salvatore. Nel credere a Gesù, Zaccheo si pone nell’assemblea dei salvati, dei rinati dalla fede, che trovano nell’incontro con lui la loro vera dignità di figli e una vita nuova spesa a favore dei fratelli. La conversione è una nuova creazione!

prima lettura   Signore, amante della vita

L’orante del libro della Sapienza si rivolge con commozione interiore e tenera fiducia a Dio, considerando il suo agire. Egli è un Dio che ama profondamente le sue creature, è un Dio compassionevole e indulgente. Egli stesso le ha create, anche se gli uomini non agiscono secondo la sua volontà come potrebbe distruggerli? Il Signore, amante della vita, ha posto in ciascuno il suo Spirito; la sua attesa sulla scelta umana, quella definitiva, per la vita o per la morte, conosce tempi efficaci nei quali Dio stesso corregge e ammonisce. Ciascuno di noi, là dove si riconosce peccatore, prova questo amore, e dall’incontro con l’amore nasce la fede, relazione viva e vivificante con Dio, «perché egli ci ha creati e siamo suoi».

seconda lettura   Il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata

La comunità cristiana di Tessalonica era assai fervente: aspettava e invocava il ritorno del Signore come cosa imminente, tanto da creare allarme e confusione in coloro la cui fede cristiana muoveva i primi passi. San Paolo interviene da maestro per rettificare e confermare la fede di tutti i discepoli. Egli incoraggia i discepoli a perseverare unanimi nella fede sotto l’azione potente della grazia di Dio, che porta a compimento, giorno dopo giorno, tutto ciò che è umano e in cui consiste anche la gloria del Signore, perché «gloria di Dio è l’uomo vivente!». Proprio nella comunità edificata dall’azione della grazia il giorno del Signore si fa presente come salvezza e misericordia.

vangelo   Zaccheo, scendi subito!

Gesù attraversa la città di Gerico: su questa città-oasi ai piedi del deserto di Giuda, pende, sin dall’Antico Testamento, la maledizione di Dio (cf. Gs 6,26; 1Re 16,34). Gesù, il salvatore, la percorre passo passo: il suo gesto cancella la maledizione e la muta in benedizione. E il primo effetto è l’accendersi, nel cuore di Zaccheo, del desiderio di vedere Gesù. Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, piccolo di statura e piccolo di vedute, piccolo perché non sa scegliere il bene, si arrampica su un albero per vedere Gesù, colui che è grande nell’amore e nei prodigi, colui che è da tutti acclamato. Zaccheo sale sull’albero di sicomoro spinto dalla curiosità, nel desiderio di vedere Gesù, probabilmente per poter vedere senza essere visto. Ma Gesù alza il suo sguardo per incontrare il piccolo: «Scendi subito!», scendi dalla tua posizione nascosta, scendi dal tuo male, scendi dalla tua caparbietà… E avviene il miracolo della conversione che genera gioia vera: «Oggi devo fermarmi a casa tua». E Zaccheo lo accoglie, traboccante di gioia, nella propria casa! Il Vangelo non ci riporta il successivo dialogo fra Gesù e Zaccheo, ma dipinge il passaggio a vita nuova che avviene in lui, la sua trasformazione da egoista e ladro in fratello munifico che restituisce il maltolto e dona metà dei suoi beni ai poveri. Il gesto di riparazione e di libera carità restituisce a Zaccheo la sua dignità di figlio di Abramo, di figlio di Dio. Gesù, che è venuto a salvare ciò che era perduto, ci doni di incrociare il suo sguardo che cambia la vita!