3 ottobre, Triduo di san Francesco – Tu sei amore e carità, Chiamati all’amore

Pubblicato giorno 2 ottobre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, San Francesco

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L’esperienza cristiana di Francesco è profondamente battesimale, radicata nell’esperienza stessa di Gesù: vive -come dice san Paolo- non più lui, ma Gesù in lui.

A noi, invece, spesso capita di vivere la relazione con Dio come qualcosa che dobbiamo costruire in prima persona, dimenticando che è stato Dio a scendere verso di noi e a stabilirsi in noi in forza del Battesimo. La relazione di Dio con noi è solo amore, e all’amore, ci dice Francesco, è possibile rispondere solo amando, non per sforzo di volontà ma per esigenza intrinseca del cuore.

 

Dalla “Lettera ai Fedeli” di san Francesco

(FF 187-206)

 

19Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e mente pura, poiché egli stesso, ricercando questo sopra tutte le cose, disse: “I veri adoratori adoreranno il Padre nello spirito e nella verità”. 20Tutti infatti quelli che lo adorano, bisogna che lo adorino nello spirito della verità.

21Ed eleviamo a lui lodi e preghiere giorno e notte, dicendo: ” Padre nostro, che sei nei cieli“, poiché bisogna che noi preghiamo sempre senza stancarci.

22Dobbiamo anche confessare al sacerdote tutti i nostri peccati e ricevere da lui il corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo. 23Chi non mangia la sua carne e non beve il suo sangue, non può entrare nel regno di Dio.

26E amiamo i prossimi come noi stessi. 27E se qualcuno non vuole amarli come se stesso, almeno non arrechi loro del male, ma faccia del bene.

32Dobbiamo anche digiunare e astenerci dai vizi e dai peccati e da ogni eccesso di cibi e di bevanda, ed essere cattolici. 33Dobbiamo anche visitare frequentemente le chiese e venerare e usare riverenza verso i chierici, non tanto per loro stessi, se sono peccatori, ma per l’ufficio e l’amministrazione del santissimo corpo e sangue di Cristo, che essi sacrificano sull’altare e ricevono e amministrano agli altri.

45Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto dobbiamo essere semplici, umili e puri.

47Mai dobbiamo desiderare di essere sopra gli altri, ma anzi dobbiamo essere servi e soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio.

48E tutti quelli e quelle, che continueranno a fare tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli porrà in loro la sua abitazione e dimora. 49E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, 50e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.

51Siamo sposi, quando nello Spirito Santo l’anima fedele si unisce a Gesù Cristo. 52Siamo suoi fratelli, quando facciamo la volontà del Padre suo, che è nel cielo. 53Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l’amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri.