Commenti ai vangeli della prima decade di gennaio – Calendario del Patrono d’Italia 2026

Pubblicato giorno 2 Gennaio 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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1 Gennaio Giovedì

 

Gli fu

messo nome

Gesù

 

Con la circoncisione il bambino nato a Betlemme entra nella storia del suo popolo ricevendo il nome di Gesù: in lui il Signore salva. Il povero bimbo affidato alle cure di sua madre Maria è il Dio con noi: Dio abita nella nostra terra. In Gesù si compiono le promesse: egli è la benedizione del Signore su Israele che si estende a tutti i popoli. Il suo venire nella carne, che culminerà nella Pasqua, rende tutti figli e figlie del Padre, benedetti e scelti da lui. Gesù è la pace vera che scende sulla terra.

Mentre come Maria custodiamo nel cuore lo stupore per il mistero, ci lasciamo illuminare dallo Spirito santo, per vedere nelle tenebre dell’ora presente lo splendore della sua luce, della sua misericordia incarnata nell’umile quotidiano dono di sé di tanti fratelli e sorelle.

 

 

2 Gennaio Venerdì

 

Giovanni confessò

e non negò

 

«Tu chi sei?» Oggi il Vangelo rivolge a ciascuno di noi questa domanda.

Giovanni dice innanzitutto chi non è. Non è possibile dire con precisione chi siamo e chi è l’altro, così da racchiudere noi stessi o gli altri entro un’immagine precostituita. Giovanni si definisce voce, perché non è importante dare una definizione di noi stessi, è importante che la nostra vita sia fondata sulla parola. La voce esiste e trova la sua pienezza solo se portatrice di una parola, così la nostra vita diventa autentica e piena nella misura in cui vive, dipende dalla parola.

Questo vuole essere l’augurio che ci facciamo per questa giornata e per questo inizio di anno: che possiamo essere voce nel contesto in cui viviamo, perché chi ci sta intorno possa ricevere e vedere il verbo che si fa carne.

 

3 Gennaio Sabato

 

Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:

«Ecco l’agnello di Dio,

colui che toglie il peccato del mondo»

 

Giovanni è stato interrogato sulla sua identità e ora, finalmente, può distogliere l’attenzione da sé e far porre lo sguardo dei Giudei, e il nostro, su Colui che sta venendo. Esclama un “Ecco!” che sembra di soddisfazione, di sollievo, di esultanza. Di soddisfazione perché vede compiersi quanto in se stesso sapeva vero: non era lui il Messia, doveva arrivare un altro… eccolo! Di sollievo perché ora lui potrà diminuire, abbandonare le scene per lasciarle al vero protagonista… eccolo! Di esultanza perché l’amico dello sposo gioisce alla voce dello sposo che viene… eccolo! Ma chi è? È l’agnello di Dio, la vittima per l’espiazione che non solo prenderà su di sé il peccato del mondo, ma lo toglierà addomesticandone la forza che deturpa il volto dell’uomo.

 

4 Gennaio Domenica

 

Veniva nel mondo

la luce vera,

quella che illumina

ogni uomo

 

Veramente è venuta nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

Ne intravvedo i bagliori nel sorriso dei fratelli, nella forza degli umili, nelle bellezze del cosmo e nei colori della creazione. I suoi riflessi dipingono il mondo, la varietà delle culture e la ricchezza delle lingue.

La luce, sì! La luce! Riesci a vederla anche tu? Nel profondo del tuo cuore arde, si sprigiona con raggi benefici manifestandosi a tutti. Non imbrigliarla, dunque. Non tentare nemmeno di frapporre ostacoli. Tempo sprecato.

Le tenebre non possono vincerla. Dal giorno in cui il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi, essa corre, corre fino ad illuminare gli estremi confini della terra.

 

5 Gennaio Lunedì

 

Noi sappiamo che siamo passati

dalla morte alla vita

perché amiamo i fratelli

 

Quando accade che il rapporto con i fratelli si incrina, spesso ne cerchiamo le ragioni a livello orizzontale, nel comportamento sbagliato dell’altro o nostro.

In realtà dietro al conflitto con il fratello c’è sempre un problema di relazione con il Padre. Solo se abbiamo fatto esperienza del suo amore e viviamo sotto il suo sguardo, se davvero siamo passati dalla morte alla vita, allora l’altro non è più un nemico, qualcuno con cui sono in competizione, ma un destinatario di quello stesso amore che fa vivere me e che viene donato in abbondanza.

Così, di fronte al peccato dell’altro sapremo vedere non solo il limite e il male compiuto ma la possibilità e la potenzialità di bene di cui è portatore.

 

6 Gennaio Martedì

Epifania del Signore (s.)

 

Alza gli occhi e guarda:

tutti costoro si sono radunati, vengono a te.

I tuoi figli vengono da lontano,

le tue figlie sono portate in braccio

 

Avete mai pensato che il destinatario di questa esortazione sia Dio, che alza lo sguardo e vede tutta l’umanità tornare a lui?

Si possono toccare con mano lo stupore e la gioia di fronte a questa scena che forse anche per Dio ha dell’incredibile: vedere il suo desiderio più profondo realizzarsi!

Ecco, la festa di oggi ci racconta qualcosa di questo evento. Le genti, rappresentate dai tre magi, riconoscono nella persona di un bambino il volto di Dio. Non c’è più da temere: Dio, l’onnipotente, si rivela essere debole, assetato e bisognoso dell’amore dell’uomo.

Avviciniamoci anche noi e lasciamoci toccare da questo mistero d’amore.

 

7 Gennaio Mercoledì

 

Gesù percorreva tutta la Galilea

insegnando…

annunciando…

guarendo…

 

Gesù inizia il suo ministero nelle periferie, lontano dai centri del potere politico e religioso.

Colpisce questa predilezione di Dio verso ciò che è insignificante: ci rivela un atteggiamento contrario a quello che normalmente noi assumiamo di fronte a ciò che riteniamo non avere valore. Ci dice che proprio lì il Signore si fa incontrare: se apriamo gli occhi lo potremo scorgere negli ambienti della nostra vita a cui spesso non prestiamo attenzione perché fatti di abitudini, della semplicità di relazioni familiari e comunitarie quotidiane, di persone che incontriamo frettolosi, presi dai nostri mille pensieri.

Il Signore ci doni oggi di lasciarci visitare nella nostra Galilea.

 

8 Gennaio Giovedì

 

Tutti mangiarono a sazietà
e dei pezzi di pane portarono via

dodici ceste piene

 

Di fronte alla vita possiamo assumere due atteggiamenti opposti tra loro: quello di chi la vita se la deve conquistare, oppure quello di chi riconosce di riceverla in dono.

Nel primo caso, come avviene per i discepoli, ci si fermerà a considerare la realtà a partire dalla mancanza, che viene percepita come incolmabile. Nel secondo caso si inizierà a considerare quello che si ha. Quei cinque pani e due pesci i discepoli nemmeno si ricordavano di averli. Forse era così anche per quella folla. Solo sedendosi a gruppi e tirando fuori quello di cui ognuno è portatore, avviene il miracolo di una condivisione moltiplicata.

Allora, più che vedere ciò che ci manca, ci accorgiamo dell’abbondanza di beni e di soprattutto di bene di cui siamo colmati ogni giorno.

 

9 Gennaio Venerdì

 

Subito costrinse i suoi discepoli

a salire sulla barca

e a precederlo

sull’altra riva

 

La sequela non concede soste lunghe, c’è una fretta, l’urgenza del vangelo, che non consente di fermarsi.

Capita a volte nelle nostre giornate di trovarci in una corsa che non lascia spazi per riposare, perché le esigenze dell’amore chiamano. È allora che dobbiamo fidarci, anche quando la traversata ci sembra impossibile, perché lo sguardo del Signore è posato su di noi.

Si tratta di mantenere l’atteggiamento di confidenza di chi sa di non essere solo, e quando lo scoraggiamento sembra prevalere, lasciar risuonare quella parola capace di risollevarci e farci procedere speditamente sulla via del vangelo.

«Coraggio, sono io, non abbiate paura»!

 

10 Gennaio Sabato

 

Oggi si è compiuta

questa scrittura

che avete ascoltato

 

Il Signore sembra cercare, sul rotolo di Isaia, proprio questo passo che è il suo progetto per realizzare la missione affidatagli dal Padre. Nelle parole riportate da Luca manca però il riferimento al mandato di promulgare «il giorno di vendetta del nostro Dio».

Gesù ha chiaro sin da subito, di dover scardinare l’idea di un Dio vendicativo, quindi omette queste parole di Isaia. Chissà la faccia dei presenti esperti di scrittura ai quali, sicuramente, non sarà passata inosservata questa censura! Poi Gesù applica a sé la profezia e tutto precipita, anzi Luca ci racconta, poco più avanti, che volevano precipitare lui dalla roccia!

Questa è la bella accoglienza che il Signore trova tornando a casa. E noi, che accoglienza diamo al Verbo che viene ad abitare in mezzo a noi?

 

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