22 Febbraio Domenica
Il Signore, Dio tuo,
adorerai:
a lui solo
renderai culto
Nei brani che la liturgia ci propone in questa domenica risuona una parola: tentazione. Eva nel giardino dell’Eden viene tentata dal serpente, Gesù nel deserto viene tentato dal diavolo.
Come si avvicina il tentatore? Guardando ad Eva, si avvicina quando lei si trova nell’abbondanza, «ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare», mentre a Gesù si avvicina nella sua umana debolezza, «alla fine ebbe fame». In entrambi i casi il fine del maligno è lo stesso: porre dei dubbi nel cuore dell’uomo e mettere in discussione la fiducia in Dio.
Facciamo quindi attenzione a quelle tentazioni che mettono in dubbio la bontà del Signore; se le riconosciamo in noi, ripetiamo le parole di Gesù: «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
23 Febbraio Lunedì
Quando mai
ti abbiamo visto?
In questa prima settimana di Quaresima, il Signore invita non tanto ad un severo e rigido esame di coscienza, ma piuttosto a guardare al suo stile di vita.
La domanda che proviene da coloro che stanno alla destra e alla sinistra di Gesù è la medesima, e fa capire che entrambi i gruppi lo conoscevano e avevano una relazione con lui. La differenza sta nell’aver assunto o meno lo stile del Maestro, cioè nell’aver vissuto o meno i suoi insegnamenti nella concretezza della carità verso i poveri che incrociano la nostra vita. Guardiamo ai semplici gesti che egli compiva e cerchiamo con il suo aiuto di portarli nel nostro quotidiano, così sapremo incontrarlo vivo lungo la strada, nella terra battuta della vita dei poveri.
Buon cammino di Quaresima con lui al nostro fianco.
24 Febbraio Martedì
Il Padre vostro sa
di quali cose
avete bisogno
Sicuramente è un regalo prezioso poter conoscere il segreto della relazione che Gesù vive con il Padre. È la possibilità di essere ammessi al mistero grande e profondo della Trinità.
Oggi la bellezza della Parola di Dio ci consegna un papà (Abbà) che si prende cura di noi e dei nostri bisogni. A volte pensiamo che la Provvidenza passi solo attraverso le cose materiali, ma capiamo che questa è una visione troppo piccola: la cura di Dio passa per il donarci affetto quando sentiamo la mancanza di qualcuno, sorrisi quando siamo in un periodo faticoso, mani che ci rialzano quando siamo caduti, persone luminose quando siamo nel buio, condivisione quando ci sentiamo soli, perdono quando ci sentiamo di aver fallito.
Buona giornata fratello e sorella, sotto lo sguardo amorevole di Dio.
25 Febbraio Mercoledì
Non le sarà dato
alcun segno
Dobbiamo riconoscere che la nostra fede vacilla e diventa faticosa, quando abbiamo la percezione che Dio rimanga in silenzio. Ci sembra di essere stati abbandonati, poiché non ci sono più segni che dicono la sua presenza nella nostra vita.
Ma forse è proprio in questi momenti che la nostra fede trova il terreno più fecondo per fiorire e maturare; infatti una fede che si nutre solo di segni e sicurezze non diventa affidamento ma piuttosto certezza razionale che fa morire ogni apertura al divino e alla Provvidenza del Padre. Rimanendo invece pazientemente nella fatica del silenzio di Dio, la fede ha la possibilità di maturare e farsi largo, guidando la vita di chi ne assapora la bellezza nella fiducia e nella speranza.
Fidiamoci del Signore e della sua presenza silenziosa in noi.
26 Febbraio Giovedì
Chiedete,
cercate,
bussate
Grazie Signore Gesù perché anche oggi ci doni una parola che mette in moto i piedi, che ci invita a cercare, a chiedere, a non restare fermi. Così tu hai vissuto, eterno pellegrino in cerca del cuore degli uomini. Tu, l’uomo che cammina e cerca l’uomo.
Chiedi anche a noi di essere persone che camminano, che cercano, allargando così lo spazio dell’umiltà nel proprio cuore. Ti preghiamo di accompagnarci sempre, per essere cristiani che sanno incontrare lo spazio vuoto del prossimo per essergli accanto. Aiutaci a non essere presuntuosi, pensando che abbiamo qualcosa da portare e insegnare agli altri.
Aiutaci ad essere umili, semplici, capaci solo di condividere la sofferenza con il fratello, cercando insieme un senso alla vita, bussando alla porta del suo cuore per aprirlo al tuo amore.
27 Febbraio Venerdì
Lascia lì il tuo dono
davanti all’altare
Gesù non viene ad insegnare qualcosa di diverso dal comandamento non uccidere, ma rivela il suo vero significato portandolo nelle profondità del cuore dell’uomo; allarga la portata della legge così che sia interiorizzata e accolta.
Gesù rimette le cose al loro posto, nella giusta collocazione. Così si spalanca un significato che abbraccia tutte le relazioni che viviamo ogni giorno. Relazioni da proteggere, custodire, difendere, amare. Relazioni che donano perdono, riconciliazione, pace.
Ci sono atteggiamenti che attirano l’attenzione del Signore più di mille preghiere dette davanti al tabernacolo; ci sono movimenti del cuore che aiutano a ricostruire ponti che erano crollati. Quei ponti, quelle relazioni, che brillano e illuminano più delle candele dell’altare.
28 Febbraio Sabato
Siate perfetti
come è perfetto
il Padre vostro
Commento
Presa nel suo significato letterale questa frase può apparire un comando troppo elevato per noi.
La perfezione di cui parla Matteo nel vangelo non riguarda la capacità di vivere senza fare errori, ma piuttosto il cercare di costruire relazioni di misericordia. Il termine perfetto indica una compiutezza, una maturità nell’amare le persone. Il riferimento al Padre ci dice che da soli andremo poco avanti nel cammino dell’amore verso gli altri; solo l’amore del Padre è forte, perseverante, costante e fedele.
Non avere paura di amare, fratello, e non vivere nel timore. Ama guardando al Padre, attingendo al suo cuore: piano piano guiderà i tuoi passi verso la pienezza della vita, cioè quella pienezza che ha il sapore di una vita donata.






























