Commenti ai vangeli della 14ma settimana del tempo ordinario – Calendario del Patrono d’Italia

Pubblicato giorno 3 Luglio 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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5 luglio Domenica

 

Tutto è stato dato

a me

dal Padre mio

 

Questa dovrebbe diventare la nostra preghiera serale: la preghiera di riconoscente ringraziamento di chi si scopre destinatario del bene che il Padre gli offre giorno per giorno.

Gesù per primo riconosce di ricevere e non possedere quanto gli è donato da vivere. Anche noi, per divenire sempre più a immagine del Figlio, dovremmo esercitarci in questa umile preghiera stupita. Tutto mi è stato dato dal Padre anche oggi, tutto il bene ricevuto, tutto il bello che mi ha suscitato stupore, tutte le situazioni anche faticose che ho saputo attraversare ed affrontare con speranza e tutto il bene che ho potuto donare.

Ed è stato dato a me e non ad altri perché sono io la persona che ne aveva bisogno, che poteva farne buon uso, che era in grado di gustarla o affrontarla nel bene e nella gratitudine.

 

6 luglio Lunedì

 

Ti farò mia sposa

nella fedeltà

e tu conoscerai

il Signore

 

Quale fedeltà, Signore? Non certo la mia che mi si rivela, ogni giorno di più, così instabile e fragile!

Nella tua fedeltà si immergono le radici del mo desiderio di seguirti anche nel deserto, dove troverò sicuramente il buon nutrimento della tua tenera cura che parla al mio cuore che si fa titubante nell’accogliere un invito così affascinante. Essere condotta, mettermi in ascolto, abbandonando ogni parola vana e ogni chiacchiericcio, per approdare al silenzio e alla solitudine: questa è la via per la conoscenza del volto e dell’amore del Signore.

Entrare, cercare, desiderare questo deserto fa tremare, ma anche fremere per l’attesa di un tempo e di un incontro temuto, ma, in fondo in fondo, continuamente cercato dal mio cuore inquieto.

 

7 luglio Martedì

 

La messe

è molta

 

Chissà se Gesù farebbe ancora questa affermazione dando un’occhiata alle nostre chiese sempre più vuote?

Eppure questa parola ci raggiunge oggi, come ha raggiunto altri nel corso dei secoli quando, forse, non era questione di quantità, ma di qualità. Allora non si sceglieva, si seguiva il così fan tutti per quieto vivere, per non suscitare discussioni in famiglia.

Cosa dice a noi, oggi, questa affermazione? Dove sono i campi che biondeggiano per la mietitura? Forse è necessario uscire dalle nostre zone conosciute ed inoltrarci per vie che solo il Signore sa scorgere per incontrare i cuori che solo lui conosce.

Cuori che attendono qualche operaio di buona volontà, con lo sguardo capace di riconoscere le domande nascoste nel profondo di ogni uomo.

 

8 luglio Mercoledì

 

Strada facendo,

predicate

 

Come è possibile riconoscere l’abbondanza di una messe apparentemente scarsa? Bisogna andare!

La consegna di Gesù è chiara: non si può stare seduti ad aspettare che qualcuno venga a chiedere informazioni e formazioni, notizie o buona novella. Strada facendo non significa solo essere itineranti con i piedi, ma anche con la crescita di vita, la fede che si fa più profonda e testimone del bene ricevuto dal Signore.

Restare ancorati alle quattro nozioni sulla religione, magari anche a qualche passo fatto nella fede, ma su cui ci siamo adagiati, non ci rende credibili, ma cristiani annoiati e noiosi, senza slancio né gioia per il cammino fatto che ormai è solo un nostalgico ricordo.

«Strada facendo»: fate strada, camminate nella gioia dell’incontro con il Signore!

 

9 luglio Giovedì

 

A Efraim io insegnavo a camminare

tenendolo per mano,

ma essi non compresero

che avevo cura di loro

 

Ecco il nostro Dio pieno di cura e di pazienza!

Nel primo testamento abbiamo spesso il racconto di castighi e battaglie scatenate anche contro il suo popolo. Se la piena rivelazione attuata in Gesù ci dice che Dio è colui che si china sui suoi figli con infinita pietà e tenerezza, già Osea ci lascia un indizio profondo di questo cuore di misericordia: «Io li traevo con legami di bontà… ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia…».

Dopo la ribellione del popolo continua: «Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione». Per quale motivo? «Perché sono Dio e non uomo».

Facciamo attenzione a non trasferire su Dio atteggiamenti e sentimenti umani! Dio è Dio in modo totalmente altro e totalmente oltre.

 

10 luglio Venerdì

 

Preparate

le parole da dire

e tornate al Signore

 

Sulla via del ritorno anche il figlio della parabola del padre misericordioso prepara le parole da dire: «Non sono degno, trattami come un tuo servo». Sembra voler dettare le condizioni al padre per il suo reinserimento in casa.

Anche Osea dice di preparare le parole, ma noi sappiamo, dopo la parabola raccontata da Gesù, che il padre precede sempre, attende, va incontro senza riserve e senza porre condizioni. Quello che conta è la sua fedeltà, non la nostra che il Signore sa essere così volatile e sbarazzina. Non vuole figli schiacciati dai sensi di colpa, ma risollevati da un abbraccio inatteso anche se, sotto sotto, tanto desiderato.

Preparare le parole da dire è necessario per riconoscere le nostre mancanze, ma questa consapevolezza amplifica lo stupore per l’amore di Dio.

 

11 luglio Sabato

 

Figlio mio,

se accoglierai le mie parole…

la sapienza entrerà nel tuo cuore

e la scienza delizierà il tuo animo

 

In questa festa di san Benedetto leggiamo l’invito ad aprirci all’ascolto di parole di sapienza.

Il Signore ha investito Benedetto, di nome e di fatto, della sapienza che viene dall’alto per plasmare figli e testimoni capaci di indicare vie nuove. Benedetto scrisse una regola che inizia dicendo : «Ascolta, figlio, le parole del maestro, porgi attento il tuo cuore», dando origine a comunità e luoghi che portarono, oltre ad una forte spiritualità, anche cultura e benessere in tutta Europa. Per questo Benedetto è patrono del nostro continente che, se tornasse alle sue profonde radici cristiane, non sarebbe più così vecchio.

Invochiamo l’intercessione sulla nostra Europa di Benedetto e degli altri patroni: Cirillo e Metodio, Caterina da Siena, Brigida di Svezia, Teresa Benedetta della Croce.

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