Domenica 2 agosto
Sceso dalla barca,
Gesù vide una grande folla,
sentì compassione per loro
e guarì i loro malati
Il gran vociare mi spinse fuori dalla mia povera capanna, costruita, in qualche modo, tra gli arbusti sulla riva del lago.
Vedo una folla che pende dalle labbra del maestro: molti malati, storpi, ciechi, alcuni persino indemoniati. Sbalordito e quasi incredulo mi unisco a loro con il desiderio di non lasciarmi scappare l’occasione di vederlo. Avevo sentito parlare molto di questo Rabbì, ma non l’avevo mai incontrato personalmente.
Mi faccio largo tra la folla e, tra una gomitata e l’altra, gli arrivo di fronte. Mi colpiscono gli occhi e il suo sguardo: trasmettono grandissima bontà e profonda compassione. Lo guardo con più attenzione: il suo volto è rigato da calde lacrime.
Lunedì 3 agosto
Ma subito Gesù parlò loro:
«Coraggio,
sono io,
non abbiate paura»
Sono impaurito, Signore! Mi sento abbandonato fra le onde spaventose della tempesta!
Come far fronte alle tempeste, alle oscurità, agli smarrimenti della vita? Dove e su cosa appoggiare il piede, quando la terra trema e tutto rischia di crollare? Come guardare oltre il contingente e cogliervi sentieri di speranza? Come? Dove? Quando?
Faccio mie, allora, le parole dell’orante: «Alzo gli occhi verso i monti, da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene del Signore… Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenta, non prende sonno il custode di Israele».
Ripeto interiormente questa preghiera, lasciando che accarezzi il cuore.
Martedì 4 agosto
Sono ciechi e guide di ciechi.
E quando un cieco guida un altro cieco,
tutti e due cadranno in un fosso!
Liberaci, Signore, dalla presunzione di vedere, di vedere bene e di ergerci a guida di quelli che, secondo noi, non sono in grado di vedere, di vedere bene come noi!
Siamo un poco miopi o presbiti, proprio come tutti; incapaci di distinguere con sufficiente chiarezza i contorni delle cose, i colori e le sfumature della vita, corriamo spesso il rischio di finire contro un muro o in un fosso.
Per questo abbiamo bisogno di essere guidati, sostenuti e corretti: per procedere con passione e impegno sulla via della vita.
Mercoledì 5 agosto
È vero, Signore, disse la donna;
eppure i cagnolini mangiano le briciole
che cadono dalla tavola
dei loro padroni
Non avevo messo in discussione l’indegnità tipica della mia condizione di cananea, cioè di pagana. Non avevo osato nemmeno pensare che quanto chiedevo mi era dovuto, non avevo alcuna pretesa.
Però non mi sono data per vinta quando il maestro me l’ha ricordato; al contrario, fatta forte della mia condizione, ho detto a testa alta: «Signore, anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei padroni».
Non so bene ciò che è accaduto dopo. Ricordo solo che lo sguardo di Gesù si è fatto luminoso e compiaciuto, come se le mie parole avessero allargato il suo orizzonte.
Mercoledì 6 agosto
Egli stava ancora parlando,
quando una nube luminosa
li coprì con la sua ombra
Cosa significhi concretamente essere coperti da una nube luminosa è difficile immaginarlo!
Sappiamo che questa immagine rimanda ad alcuni episodi biblici descritti nel libro dell’Esodo: una nube guidava Israele di giorno e di notte; una nube coprì il monte Sinai per sei giorni; una nube scese nella tenda del convegno… Mi piace pensare alla nube luminosa come alla presenza e, nel contempo, all’assenza di Dio nella nostra vita: il Signore, il totalmente altro, è anche colui che è eternamente con noi.
Come conciliare queste due realtà, se non cercando di vivere una relazione personale con lui?
Venerdì 7 agosto
Se qualcuno vuole
venire dietro a me,
rinneghi se stesso,
prenda la sua croce
e mi segua
Seguire le orme del Signore è via di libertà dal nostro io e da tutto ciò che ruota attorno a noi stessi.
Il fondamento è una relazione personale, profonda ed intima con il maestro, scopo e obiettivo che dà unità alla nostra esistenza. Camminando fianco a fianco con lui e ascoltando ogni giorno la sua parola anche noi possiamo entrare nella sua logica e assumere il suo modo di pensare e di agire. La sequela è una chiamata di vita e per la vita: chiede molto, ma dona molto, molto di più!
Affidiamoci al Signore Gesù e accettiamo il suo invito: vedremo compiersi cose grandi nella nostra esistenza e in quella dei nostri fratelli.
Sabato 8 agosto
Voi
siete…
Mi sorprende pensare che tu, Signore, mi stai restituendo un’identità, la fisionomia di ciò che io sono come credente.
Mi sorprende, perché mi vedo sempre un po’ mancante, incoerente di fronte alla bellezza e all’esigenza della tua parola e al dono che tu sei per me, per noi: solo amore. Mi guardo sempre in un divenire, in una conversione che chiede un cammino e che, forse, mi donerà di essere più simile a te.
Tu, invece, mi dici che già sono luce nel buio del mondo e sale che dà sapore alla vita. In me opera la tua potenza che fa cambiare le cose e le rende belle e buone. Non devo pensare di fare grandi cose, ma di essere nella pasta del mondo, come il sale che silenziosamente cambia il sapore.






























