Commenti ai vangeli della 26ma settimana del tempo ordinario

Pubblicato giorno 25 Settembre 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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27 Settembre Domenica

Non ne ho voglia.
Ma poi si pentì
e vi andò.

Sia il primo che il secondo figlio non hanno voglia di andare a lavorare nella vigna di famiglia; la differenza la fa il secondo figlio che subito dice di no, si ribella al Padre.
Ad un certo punto, però, dentro di lui avviene un cambiamento, un pentimento che ribalta la prospettiva e le scelte. Il secondo figlio è onesto, non nel senso che dice quello che gli pare, ma è onesto con sé stesso: si guarda dentro, verifica i propri desideri e le proprie emozioni, quindi si ravvede. Non dobbiamo preoccuparci se come questo figlio diciamo di no al Padre quando ci chiama alla conversione: ciò che importa è il nostro ripensamento, se ci alziamo dal divano, diciamo sì e finalmente cambiamo.
Ciò che conta davvero è la nostra capacità di vedere se ci stiamo allontanando o avvicinando a Dio e ai fratelli.

28 Settembre Lunedì

Sorse una discussione
tra loro,
chi di essi
fosse il più grande

Spesso non resistiamo alla tentazione di fare confronti con chi vive accanto a noi, misurare il valore degli altri e metterlo a confronto con il nostro.
Da questi paragoni a volte ne usciamo male, perché mettiamo a confronto quegli aspetti in cui ci sentiamo insufficienti e notiamo che gli altri sono più avanti di noi, oppure li sovrastiamo gonfiandoci a dismisura perché ci sentiamo migliori in tutto. Però basta che si presenti qualcuno più bravo di noi a fare le stesse cose e ritorniamo ad essere in crisi.
Dobbiamo stare lontani da questo assurdo gioco dei paragoni, perché il maligno sa di poterci giocare un brutto tiro affossando la nostra capacità di essere oggettivi e positivi: se consideriamo l’altro sempre un avversario, perdiamo il contatto con la realtà.

29 Settembre Martedì

Visto…
Ti avevo visto…
Vedrai…

Gesù ha visto Natanaele che gli va incontro, ma in realtà è Gesù che va incontro a Natanaele, è Gesù che lo conosce e lo precede: infatti, lo aveva visto prima che Filippo lo chiamasse.
Le parole di Filippo non hanno avuto un grande effetto su Natanaele; quelle di Gesù sì. Era così importante per Natanaele il particolare del fico (simbolo della Torah)? Gesù sa quali corde del nostro cuore possono vibrare più di altre, sa captare le sfumature che ci fanno essere unici, l’opera d’arte che siamo. Sta a noi poi comunque lasciarci stupire (come mi conosci?) e deciderci. Sta a noi accorgerci delle cose grandi che il Signore compie in noi e stare sicuri che vedremo cose anche più grandi!
Forse oggi Gesù ci avvicinerà nel volto di un fratello o di una sorella, ci faremo trovare?

30 Settembre Mercoledì

Ti
seguirò

Gesù ci fa riflettere su tre diversi casi in cui emergono difficoltà nella decisione di seguirlo.
Il primo personaggio dice di essere pronto a tutto, ma Gesù smorza questo entusiasmo per indurlo a verificare meglio la sua intenzione: seguirlo non vuol dire avere rassicurazioni su quello che potrà capitare, essere al riparo da rischi e incognite.
Poi è Gesù a prendere l’iniziativa, ma il secondo candidato non è in grado di dire un sì completamente libero: ci sono nel suo cuore altre presenze che rischiano di togliere vita e respiro alla sua scelta.
Il terzo infine si propone da sé, ma alle sue condizioni: non accetta di non avere più tutto sotto controllo, è uno che non sarà mai convinto della sua scelta.
Questo è il vero ostacolo che rende impossibile seguire Gesù.

1 ottobre Giovedì

La messe
è abbondante

Quanto ci pare inutile morire a ventiquattro anni dentro a un monastero; quanto ci risulta smielata una spiritualità della piccolezza che parla della dolcezza e della cura di un Dio che ci invia come agnelli in mezzo ai lupi.
Eppure, la sfida che tutte e tutti siamo chiamati a vivere qui e ora, nell’epoca del tutto e subito, è proprio la stessa che affrontò anche santa Teresina: non credere all’abbaglio del possedere (cose, persone, relazioni) e dell’imporsi ad ogni costo, con idee o azioni eclatanti, ma fidarsi del fatto che solo accogliendo e condividendo il poco che siamo potremo scoprire che noi stessi costituiamo, abitandolo, il regno di Dio.
Beati noi, inquilini amati, perché abbiamo la possibilità di guardare più all’abbondanza della messe che alla scarsità degli operai!

2 ottobre Venerdì

Il mio nome
è in lui

Strappiamo le piume agli angeli, togliamo loro la parrucca con i boccoli biondi, rompiamo gli strumenti musicali che stringono tra le braccia! Riavviciniamoli al nostro mondo, alla nostra vita, smettendo di relegarli al solo servizio di baby-sitter dell’anima!
Gli angeli esistono e hanno la voce di chi sa parlarci di Dio, di chi sa mostrarci che in mezzo alle sfide della quotidianità c’è un sentiero che può portarci alla vita piena. La loro voce è quella di chi ci cammina a fianco, ma anche dei dimenticati, dei vinti della terra che gridano le ingiustizie, cioè tutto ciò che ci tiene lontani dal Padre. Le loro mani tese indicano l’unica possibile strada da percorrere per tornare a casa.
Beati noi, sordi sanati, perché possiamo iniziare ad ascoltare, imparando a volare coi piedi per terra!

3 ottobre Sabato
…E le hai
rivelate
ai piccoli

Sarebbe troppo facile (e svilente) ridurre la vita abitata dal vangelo ad un concorso a premi dove il più bravo, il più santo o il più perfetto trionfa su tutto e tutti, arraffando il montepremi.
Cristo ha rivelato la vera natura del Padre a quanti vivevano da traballanti e da scartati, quegli zoppi dell’esistenza che si appoggiavano ad altri perché, da soli, non stavano in piedi. Segreto incomprensibile a chi è così gonfio di sé da non capire che anche Dio ha scelto di non bastare a sé stesso: lui che per primo si è messo ai margini, ha fatto spazio perché le sue creature imperfette esistessero.
Beati noi, povericristi piccoli e claudicanti, perché ci è rivelato che Dio è così vicino da camminare, inciampando, al nostro passo.
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