4 ottobre Domenica
Imparate da me,
che sono mite
e umile di cuore
Gesù non è stato un mito, ma un mite: una persona vera, tanto innamorata dell’umanità e del Padre da sapersi caricare sulle spalle un giogo a forma di croce per arare con il vomere della resurrezione il campo della storia e seminarlo a vangelo.
Francesco fu uno dei frutti di quella semina, finito nella cesta del mondo per placare la fame di assoluto di ogni essere umano. Ancora oggi risuona la sua lode a Dio, nella vita di tante e tanti che, nonostante le grandi sfide che la vita pone lungo la strada, sanno radicarsi nella promessa che ogni cosa è destinata a fiorire.
Vogliamo sporcarci le mani e la vita con terra e vangelo? Beati noi, perfetti nelle nostre imperfezioni, perché come Francesco siamo chiamati ad essere così umani da diventare santi, e così santi da rimanere pienamente umani!
5 ottobre Lunedì
Gli fasciò
le ferite
Il teologo Tomàš Halìk dice che lì dove tocchi la sofferenza dell’uomo – e forse solo lì – riconoscerai che il Signore è presente, perché tutte le ferite dolorose, tutte le miserie del mondo e dell’umanità sono ferite di Cristo.
È un passo esistenziale e di fede impegnativo e apparentemente insensato, ma è la via per la pienezza di vita, la resurrezione. Solo toccando le ferite altrui possiamo scoprire le nostre: solo infilando il dito nelle piaghe dell’altro, accogliendo il suo dolore, il suo diritto alla sofferenza e il suo bisogno di abitare con altri quella solitudine estrema, potremo guardare con bontà e coraggio anche le nostre macerie… E finalmente benedirle!
Beati noi, samaritani feriti e feribili, perché la mano che si tende a chiedere o a dare aiuto può essere la nostra!
6 ottobre Martedì
La parte
migliore
Scordiamoci per un po’ la favoletta secondo cui la parte migliore è solo quella di chi sceglie di consacrare la propria vita: l’oggi che siamo chiamati a vivere scioglie questa visione come neve al sole…
Prova a chiedere a un amico frate, a un’amica suora o al tuo parroco di farti vedere la sua agenda settimanale! Non è forse “servizio al vangelo” impegnarsi al meglio delle proprie capacità e possibilità per crescere i figli? Accudire i genitori anziani? Lavorare faticosamente e con dignità? Aiutare una coppia di amici in crisi? Trovare un attimo per recitare una preghiera nelle tempeste quotidiane?
Beati noi, insieme semina e raccolto, perché mentre il Signore siede alla tavola delle nostre vite, abbiamo la possibilità di scegliere (con lui!) come e cosa essere!
7 ottobre Mercoledì
Padre…
È bello pensare che, in un giorno in cui ricordiamo la Madre, Gesù ci consegni le parole da rivolgere al Padre.
Il suo nome benedetto e la speranza della sua presenza nella vita di ogni giorno; il perdono ricevuto e dato, impastato con il profumo del pane che invade la casa; la richiesta di non lasciar nessuno preda di quell’inferno che sono la tentazione dell’autonomia, dell’autoreferenzialità e della solitudine che non hanno il sapore né di famiglia né di Chiesa.
È bello pensare che Gesù abbia imparato a pregare così, guardando Maria e il suo stile di essere madre pienamente umana (non la semi-divinità o l’idolo pagano sul piedistallo che spesso invochiamo…).
Beati noi, cuccioli nella fede, perché la strada da compiere sul sentiero della nostra umanizzazione è ancora lungo!
8 ottobre Giovedì
Chiedete…
Cercate…
Bussate…
Riconoscere di non poter bastare a noi stessi ci aiuta davvero a pregare.
Davanti a noi sta il Crocifisso che, non volendo schiodare le sue mani dal legno per tapparsi le orecchie, è capace di ascoltare ogni cosa che desideriamo affidargli. Lì, davanti a quelle braccia aperte, davanti all’accoglienza di un creatore che soffre come una sua creatura, scopriamo la fortuna di essere umani: vulnerabili, fallibili, insufficienti a noi stessi… e bellissimi!
Chiedere, cercare e bussare non sono solo consigli ma sono lo stile da assumere nell’esistenza: quello del pellegrino, del forestiero, del povero. La prospettiva è una soltanto: donarsi completamente agli altri.
Beati noi, rabdomanti di pienezza, perché possiamo conoscere sempre più Gesù, l’Emmanuele, il Dio con-noi, come-noi, per-noi!
9 ottobre Venerdì
Chi non raccoglie
con me
disperde
Quanti giorni buttati a pianificare la nostra personale conquista del mondo, a faticare tanto convinti che la vita sia un continuo doversi guadagnare ogni cosa: dall’amore di Dio, alla stima di parenti, amici, colleghi di lavoro.
Proviamo a rincorrere la perfezione a costo di intossicarci la vita con soluzioni pesticide che bruciano i germogli e si lasciano dietro solo l’odore malsano di autosufficienza. La fatica di fiorire è direttamente proporzionale all’impegno che riponiamo nel tentativo di presentarci come i migliori, devoti solo alla trinità maligna del io-me-mio. Il Figlio è sbocciato nell’obbedienza alla volontà del Padre, non nell’autonomia.
Beati noi, contadini inesperti, perché siamo campo che solo il Signore ara, irriga e coltiva per fare del raccolto un dono da condividere.
10 ottobre Sabato
Beati coloro
che ascoltano
la parola
Sette frati minori martirizzati lontano da casa, spinti dal desiderio di condividere quella parola che si era innervata nella loro stessa vita.
I tempi, la cultura e le motivazioni che li spingevano erano totalmente diverse dalle nostre, oggi metteremmo in gioco un altro stile di evangelizzazione (quale?), ma il cuore di questa testimonianza luminosa continua a gridare una verità della fede valida per sempre. In una società che mira solo a farci sentire, turandoci le orecchie col ronzio di verità un tanto al chilo, il Signore ci chiede di continuare a restate in ascolto della sua parola, che poi è l’esistenza che viviamo ogni giorno.
Beati noi, figli dell’ascolto, perché la voce benedetta di Dio non smette di sussurrare dolcemente che il suo amore è per tutti, tutte e tutto!






























