Commenti ai vangeli della II settimana del tempo ordinario – Patrono d’Italia

Pubblicato giorno 16 Gennaio 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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18 Gennaio Domenica

2a settimana del Tempo Ordinario – Anno A

 

Ho visto e ho testimoniato

che questi è

il Figlio di Dio

 

Giovanni Battista, profeta e testimone, vede e riconosce. Vede Gesù venire verso di lui e sa riconoscere l’agnello di Dio, sa cogliere la presenza di colui che toglie il peccato del mondo.

È lo Spirito, che nel battesimo ha consacrato Gesù, ad aprire gli occhi di Giovanni, rendendolo capace di vedere e credere. La fede in lui diventa testimonianza: non può tacere il dono, il compiersi dell’attesa che ora sotto i suoi occhi si manifesta. Gesù battezza nello Spirito perché su di lui è sceso e si è fermato lo Spirito: egli è il Figlio di Dio, sul quale il Padre ha posto il suo sigillo.

L’umiltà di Giovanni gli ha preparato la strada, gli ha aperto la porta, gli ha donato l’acqua per il battesimo. E ora finalmente gli rende testimonianza in pienezza, compiendo così la propria missione.

 

19 Gennaio Lunedì

 

Vino nuovo

in

otri nuovi

 

In questo inizio d’anno siamo incuriositi e tremanti per quanto la vita ci darà da gustare. L’invito è quello di rinnovarci per poter accogliere l’inedito e l’inaudito che incontreremo e che vivremo.

L’inedito: quanto ancora non è stato scritto né su una pagina né nei solchi della storia, e che forse nessuno leggerà in un libro, un giornale o in un post su un social, ma che resterà indelebile in noi o in chi abbiamo incontrato. L’inaudito: qualcosa che nessuno ha ancora sentito risuonare lungo i giorni, i mesi e gli anni ma che chiede di essere detto ed ascoltato.

Noi siamo chiamati a scrivere e a far risuonare una bella novità fatta di gesti, parole, relazioni buone, spumeggianti e aromatiche che saranno come vino nuovo capace di esaltare il sapore di quanto la vita ci darà da gustare.

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20 Gennaio Martedì

 

Il sabato è stato fatto per l’uomo

e non l’uomo per il sabato!

 

L’affermazione perentoria di Gesù dovrebbe essere ancora annunciata nel nostro tempo in cui il giorno del Signore assume sempre più le caratteristiche di un qualunque altro giorno feriale.

Per tanti lavoratori non ci sono alternative reali, non potendo svincolarsi dai ricatti del mercato sempre in cerca di maggior profitto economico! Per altri la domenica è come qualunque altro giorno: le faccende di casa, la fretta, la spesa… magari, con l’aggiunta della messa. Altri sono quasi angosciati dal troppo tempo libero che non si sa come far passare.

Eppure il sabato è stato fatto per l’uomo, ultimo dono del creatore. In questo tempo Dio ci vuole incontrare e desidera che riposiamo con lui ed in lui per essere davvero quello che siamo: figli in dialogo col Padre e con i fratelli.

 

21 Gennaio Mercoledì

 

«Alzati, vieni qui in mezzo».

«Tendi la mano!»

 

«Tendi la mano!» viene detto anche a noi; «Non temere di chiedermi aiuto!».

Il Signore ci conduce al centro della sua attenzione per guarirci; noi dobbiamo fare il poco che possiamo. L’invito a tendere la mano può anche essere la richiesta del Signore a farci carico delle necessità altrui, a stendere non solo la mano, ma anche il cuore fino ad incontrare l’altro. Dilata i tuoi orizzonti, i tuoi interessi, tendi le orecchie ad ascoltare il grido dei più poveri e sofferenti, allarga gli spazi di incontro con il diverso, l’estraneo, lo straniero.

Come l’uomo del vangelo che ha teso la mano verso il Signore e l’ha ritrovata guarita, così anche tu ritroverai il cuore e la mente sanati dal grande male che impedisce la pace: sarai sanato dalla paura che paralizza la vita!

 

22 Gennaio Giovedì

 

Quanti avevano qualche male

si gettavano su di lui

per toccarlo

 

«Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno» ci fa pregare un salmo. La fame di guarigione ci fa rompere gli indugi, ci spoglia del timore e dal riserbo.

Perché dobbiamo giungere allo stremo delle forze e della speranza per gettare la nostra vita sul Signore, nel Signore? Forse che egli è Signore solo nelle emergenze? Come se portasse scritto: in caso di emergenza azionare la leva, possibilmente a mani giunte… Invece l’Apocalisse ci rivela: «Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori.» E se è Signore dei signori, lo è sempre.

Ogni mattino ed ogni sera riconosciamo che è lui il Signore a cui consegnare le ore operose e quelle del riposo. Un atto di fede, di fiducia nel bene e nel male della vita.

 

23 Gennaio Venerdì

 

Chiamò a sé

quelli che voleva

ed essi andarono da lui

 

Una bella varietà di persone, chiamate non solo a seguire il maestro, ma anche a vivere insieme. Non si sono scelti, ma il Signore li ha scelti e li ha costituiti.

I primi tre sono quelli che Gesù porterà con sé in momenti particolari: in una casa per ridare la vita una ragazzina, sul monte Tabor e nel Getsemani. Gesù non teme di fare preferenze perché sa di amare tutti, ma non a tutti mostra il suo amore allo stesso modo. Le gelosie, le invidie non nascono dalle scelte di Gesù, ma dal nostro non credere a sufficienza di essere amati da Dio e dagli altri, perché la manifestazione di questo amore si concretizza in modi diversi.

Gesù ama ciascuno, e a ciascuno affida un compito conoscendone i doni ed i limiti, senza forzare nessuno ad essere ciò che non può essere.

 

24 Gennaio Sabato

 

Allora i suoi dicevano:

«È fuori di sé!»

 

Le persone più vicine al Maestro, i suoi, parenti o discepoli, desiderano tenersi stretto il proprio Gesù, quello che hanno conosciuto fino a quel momento. Ma l’inizio della predicazione del Regno spinge Gesù fuori di sé, oltre al già visto.

Agnese, sorella di Chiara, fatto voto di castità al Signore, dovette resistere a chi le imponeva di scegliere sentieri già battuti e forse scontati per una donna giovanissima in età, anche se matura nella fede: non un matrimonio imposto o una consacrazione forzata. Nella fedeltà e nell’affidamento totale a Cristo la santa trovò quella novità capace di dare forza e senso pieno alla vita. Beati noi quando, insieme al Signore, siamo al di là, al di fuori delle aspettative che noi stessi e gli altri hanno sulla nostra persona.

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