14 Dicembre – Domenica
Fra i nati da donna
non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista;
ma il più piccolo nel regno dei cieli
è più grande di lui
I discepoli che avevo inviato sono tornati a riferirmi quanto hanno visto e udito da Gesù.
Avevo formulato una domanda circa la sua identità, non perché dubitassi della sua persona, ma perché ero stupito del suo modo di fare. Ieri si diceva che ero il nuovo Elia, profeta di fuoco, e mi immaginavo appunto un messia del genere, con scure e ventilabro per un giudizio irrevocabile. Gesù mi ha risposto con i fatti: quanto visto dai miei inviati è il compimento delle profezie di Isaia riguardo ai poveri di questo mondo cui viene annunciata la buona notizia e donata la salvezza; sono davvero arrivati i tempi messianici.
Mi hanno anche riferito l’elogio nei miei confronti: anche se potrei sentirmi lusingato dell’umana grandezza, preferisco farmi piccolo e seguire questa strada sino alla fine. Come farà Gesù.
15 Dicembre – Lunedì
Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
Allora anch’egli disse loro:
«Neanch’io vi dico con quale autorità
faccio queste cose»
Così Gesù non ci ha risposto: onestamente, ce lo meritavamo!
La nostra richiesta di sapere con quale autorità facesse certe cose poteva sembrare legittima: lui, ultimo arrivato con un solenne ingresso in città, anche se sul dorso di un asino, aveva cacciato i venditori dal tempio, poi si era messo ad insegnare e compiere anche guarigioni. Ma la nostra domanda non partiva da una ricerca autentica di verità, ma dalla paura di veder intaccato il nostro potere di dominare le coscienze, nella presunzione di essere gli unici giusti. Per questo non abbiamo dato retta alle parole di Giovanni che invitava alla conversione: roba per gente ignorante e peccatrice, non per noi.
Eppure ripensando al motivo che ci ha fatto dire di non sapere, comincia a farsi strada l’idea che siamo degli ipocriti.
16 Dicembre – Martedì
Giovanni venne a voi
sulla via della giustizia,
e non gli avete creduto;
i pubblicani e le prostitute invece
gli hanno creduto
Smascherati: questa volta è Gesù che prende l’iniziativa raccontando la parabola dei due figli, l’ossequioso a parole, che non corrispondono ai fatti, e quello che sembra infischiarsene, ma che poi fa quello che vuole il padre.
Ci ha chiesto di giudicare i due comportamenti e ci siamo tirati la zappa sui piedi avallando quello del figlio pentito; perché invece, noi assomigliamo all’altro, che si professa obbediente, ma poi fa tutt’altro, presumendo di essere sempre nel giusto. Lo dicevamo ieri, siamo degli ipocriti. Così nel corteo che si dirige verso il regno dei cieli siamo sorpassati da quelli che giudicavamo con disprezzo, gente perduta da cui stare alla larga.
Eppure sono proprio loro che hanno accolto le parole di Giovanni e che la misericordia di Gesù ha fatto passare a nuova vita.
17 Dicembre – Mercoledì
Genealogia di Gesù Cristo
figlio di Davide,
figlio di Abramo
Forse a qualcuno do l’impressione di essere solo un arido elenco di nomi, che richiede una certa pazienza per scorrerlo tutto.
Quanto a me, e scusatemi se sembro un po’ pretenziosa, mi considero una bella genealogia, e do gloria a Dio che mi ha così formata. Egli non ha avuto fretta nell’inserirsi nella storia e nel tempo degli uomini, è stato paziente nel preparare l’evento meraviglioso della venuta del suo Figlio. Questa catena di nomi rappresenta tante storie, vicende di personaggi variegati, esempi di fede come pure di peccato, appartenenti anche a popoli diversi.
In me potete vedere riflessa l’opera di un Dio che non si rassegna alla lontananza di chi ha creato, che fa di tutto perché lo si possa incontrare. Sta a voi ora credere a questo Dio vicino e fargli spazio nella vostra vita.
18 Dicembre – Giovedì
Giuseppe, figlio di Davide,
non temere di prendere con te Maria, tua sposa.
Il bambino che è generato in lei
viene dallo Spirito santo.
Tu lo chiamerai Gesù
Da buon Israelita, istruito dalle scritture che si leggono ogni sabato nella sinagoga, aspettavo il messia promesso alla discendenza di Davide, conoscevo anche la profezia di Isaia sulla modalità della sua nascita, ma certo non immaginavo che questo meraviglioso mistero riguardasse la mia futura sposa!
Quando me ne ha parlato, sono rimasto senza parole: il nostro progetto di una vita assieme svaniva, non mi restava che lasciare libero il campo all’opera di Dio: chi ero io, povero falegname anche se con antenati illustri, per interferire in un progetto così grande? Ero ancora in tempo per ritirarmi e l’indomani avrei provveduto.
Ma la notte mi ha portato consiglio: tramite l’angelo, ho scoperto il mio ruolo, quello di dare a Gesù il nome della casa di Davide. E allora eccomi, Signore!
19 Dicembre – Venerdì
Tu sarai muto e non potrai parlare
fino al giorno in cui queste cose avverranno,
perché non hai creduto alle mie parole
Potessi essere stato muto prima, invece di ribattere alle parole di Gabriele manifestando la mia incredulità!
Mi aveva annunciato cose mirabili! Avevo pregato tanto con Elisabetta per la grazia di un figlio ed ecco che il nostro desiderio si realizzava; ero avvolto nel profumo d’incenso, in un momento solenne, eppure la vista dell’angelo mi aveva impaurito. Allora mi invitò a non temere e mi raccontò quanto sarebbe successo: la nascita di Giovanni, la sua missione, la gioia per tanti, anche per lui che mi stava dando l’annuncio. E io stoltamente non ho pensato all’infinita potenza divina, ma alla debolezza umana, alla vecchiaia, alla sterilità e sono rimasto scettico, aggiungendo anche la pretesa di un segno.
Ed ecco l’ho avuto: poiché sono stato sordo all’invito di Dio, ora sono muto.
20 Dicembre – Sabato
«Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Le rispose l’angelo:
«Lo Spirito santo scenderà su di te»
Come avverrà questo? Espressione di un dubbio? Richiesta di un segno? No, altrimenti sarei rimasta anch’io muta come Zaccaria!
Mi chiedevo piuttosto in quale modo Dio potesse realizzare in me il suo progetto, lui che già mi aveva ispirato il proposito di rimanere vergine. Ho poi compreso che aveva agito con me come già con Abramo: gli prospettava di diventare padre di una discendenza numerosa come le stelle del cielo, eppure doveva essere disposto a rinunciare ad Isacco. Così a me aveva chiesto di rinunciare alla maternità ordinaria per offrirmi in seguito quella divina. E come mi ero affidata a lui la prima volta, così ho fatto all’annuncio dell’angelo.
Mio Figlio dirà che chi dona la propria vita a lui riceverà il centuplo: suo Padre è stato ancora più prodigo, mi ha donato l’Infinito.






























