Commenti ai vangeli della settimana santa – Calendario del Patrono d’Italia 2026

Pubblicato giorno 27 Marzo 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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29 Marzo Domenica

 

Prima che

il gallo canti,

tu mi rinnegherai

tre volte

 

Se pensiamo alla scena dell’accoglienza di Gesù a Gerusalemme, possiamo vedere un contrasto potente: la stessa folla che oggi osanna il figlio di Davide tra qualche giorno chiederà di crocifiggerlo.

Nei vangeli troviamo tante altre contraddizioni di questo tipo: pensiamo allo slancio e al rinnegamento di Pietro, al diverso modo dei ladroni di stare a fianco a Gesù, al centurione che riconosce la presenza di Dio proprio sotto la croce. Eppure ci risulta difficile etichettare questi personaggi semplicemente come buoni o cattivi: vediamo persone che manifestano la luce e il buio che sperimenta ogni essere umano.

La parola ci pone davanti a queste figure per dirci che non serve essere perfetti per incontrare l’amore di Cristo; serve essere autenticamente umani.

 

30 Marzo Lunedì

 

Lasciala

fare

 

Il brano evangelico di oggi ci pone di fronte ad un amore espresso in un contesto familiare e di amicizia: Maria cosparge i piedi di Gesù con profumo prezioso; ma questo gesto crea scandalo.

Ciò che scandalizza non è il gesto di intimità di questa donna, ma il fatto che stia commettendo uno spreco. Ogni volta che non riusciamo a capire i gesti di una persona che si sta spendendo per amore, i nostri occhi diventano come quelli di Giuda, come se fossimo infastiditi dall’umanità che risplende nell’altro.

Possiamo vivere da donne e uomini liberi solo quando sappiamo spingerci ad azioni quotidiane che non stiano a misurare quanto donarsi, che non seguano la logica di un contabile, ma di chi, nel cammino di fede, ha incontrato qualcuno per cui vale la pena spendersi.

 

31 Marzo Martedì

 

Darai la tua vita per me?

In verità, in verità io ti dico:

non canterà il gallo,

prima che tu non m’abbia

rinnegato tre volte

 

Pietro esprime l’impegno di seguire il Signore anche a costo della propria vita; Gesù gli risponde che questo non potrà avvenire subito: prima dell’alba, infatti, ci sarà un triplice rinnegamento.

Gesù non vuol rimproverare, ma donare un messaggio chiaro a Pietro e a chiunque desidera essere discepolo del Signore: il desiderio di dare la vita per condividere la gloria del Cristo è una nobile aspirazione, ma non è esente da cadute, incomprensioni, dubbi, ripensamenti, tensioni…

Pietro vorrebbe godere dell’alba della risurrezione senza attraversare la notte delle passione; vorrebbe arrivare alla meta senza troppa fatica. Giuda, invece, si ferma alla notte disperata che non sa contemplare la pienezza del giorno.

 

1 Aprile Mercoledì

 

Il Maestro dice:

«Il mio tempo è vicino;

farò la Pasqua da te

con i miei discepoli»

 

Ti rendiamo grazie Signore, perché non hai custodito per te come un tesoro geloso il tempo del tuo ritorno al Padre, ma hai voluto condividere con i tuoi discepoli, e con noi oggi, questo momento di passaggio. Hai voluto fare Pasqua con noi.

Ogni tua azione, dal momento dell’incarnazione a quello della risurrezione, dimostra che tu desideri camminare con noi, prendendoci per mano, per mostrarci il vero volto di Dio e condurci all’abbraccio misericordioso del Padre: tu desideri che la tua Pasqua sia anche la nostra Pasqua.

Ti chiediamo perdono, Signore, per tutte le volte che non abbiamo accolto il tuo amore. Per tutte le volte che dimentichiamo di essere tuoi discepoli, evitando di condividere con te la celebrazione di questo importante passaggio.

 

2 Aprile Giovedì

 

Rispose Gesù:

«Quello che io faccio,

tu ora non lo capisci;

lo capirai dopo»

 

Come Pietro, anch’io rimango basito di fronte al tuo atteggiamento Signore.

Sono stupito, meravigliato, confuso: ancora una volta scegli di abbassarti, ancora una volta desideri guarire, sanare, curare e purificare l’umanità rappresentata dai tuoi discepoli. Non ti stanchi mai di farti prossimo all’essere umano. Non capisco pienamente quello che ha deciso di fare, ma una cosa penso di averla compresa: tu sei il Dio della prossimità, che ti abbassi continuamente per raggiungere le profondità del mio cuore e del mio intimo, e liberarmi da tutte le paure e dai miei peccati.

Grazie Signore Gesù, perché continui a scegliermi come tuo amico e fratello ogni giorno, specialmente nei momenti più confusi e bui della mia esistenza.

 

3 Aprile Venerdì

 

Domandò loro

di nuovo:

«Chi cercate?».

Risposero:

«Gesù il Nazareno»

 

Quanto sei grande o Signore! Anche di fronte alle guardie venute ad arrestarti per portarti dal sommo sacerdote, non perdi l’occasione per raggiungere il cuore dell’essere umano seminando una domanda esistenziale che tocca il cuore della vita: «Chi cercate?».

È la stessa domanda che hai rivolto ai primi discepoli all’inizio del racconto dell’evangelista Giovanni, e in tanti altri dialoghi testimoniati dagli evangelisti. Chiunque ti incontra, compreso Pilato, riceve la possibilità di andare in profondità senza fermarsi alla superficie.

Anche oggi, nella silenziosa contemplazione della tua passione, mi permetti di sostare su questa domanda, per rendermi conto che colui che sto cercando è il Signore della vita, che desidera darmi vita donando la sua vita per tutti.

 

4 Aprile Sabato

 

Allora Gesù disse loro:

«Non temete!»

 

Signore, tu sai benissimo che la tua presenza ha generato sentimenti contrastanti nel cuore delle donne: emozioni forti, scaturite dalla sorpresa di trovarti vivo dopo l’esperienza della passione e della morte in croce.

Tu sai leggere il cuore dell’essere umano e, dopo averlo salutato, le tue prime parole sono di rassicurazione: «Non temete!». Un invito che conferma che tu sei Dio. Infatti sono molte le volte in cui nella scrittura parli al tuo popolo chiedendogli di fidarsi di te, lasciando da parte dubbi e paure!

Signore della vita, aiutaci ad accogliere questo invito ad abbandonarci a te, per poter fare esperienza del tuo amore ed essere testimoni autentici e gioiosi del tuo desiderio di raggiungere gli uomini e le donne di ogni tempo.

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