Commenti ai vangeli della solennità della SS. Trinità e della IX settimana del tempo ordinario

Pubblicato giorno 29 Maggio 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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31 Maggio – Domenica – SS. Trinità – Anno A

 

Gesù disse a Nicodemo:

«Dio ha tanto amato il mondo…

chiunque crede in lui

ha la vita eterna».

 

Mi hai parlato dello Spirito che fa nascere a vita nuova, ora maestro mi dici di essere Figlio di un Padre dall’amore sconfinato e mi fai intuire che tutti e tre siete riuniti da quel medesimo amore.

Nella notte sono di fronte a te, non ad una lavagna, piena di segni e di formule con cui dimostrare come fa tre ad essere uno e uno ad essere tre, avvinto da una parola che mi provoca e mi apre ad orizzonti nuovi. Sono giunto compiaciuto della mia sapienza, presumendo di discutere alla pari con te, hai ribaltato le mie prospettive, invitandomi a rinascere dall’alto. Se prima, sconcertato, ho fatto domande, ora sto in silenzio ad ascoltarti per lasciarmi avvolgere da questo mistero trinitario.

Tornerò a casa più umile, convinto che seguire te vuol dire andare verso la luce della verità.

 

01 Giugno – Lunedì – 9a settimana T.O.

 

La pietra

che i costruttori

hanno scartato

è diventata

la pietra d’angolo

 

Mi hanno scartata, non mi hanno preso in considerazione perché non rientravo nei loro schemi.

Tutto inutile allora quell’appassionato prendersi cura del Padre per le sue creature, quell’inviare messaggeri e alla fine addirittura suo Figlio? No, un finale del genere non sarebbe da Dio! L’apparente disfatta è l’inizio di una nuova e ancor più meravigliosa storia: dalle macerie della malvagità umana si è innalzato il nuovo edificio di cui io sono il fondamento e la cui porta di ingresso è a forma di croce. Porta stretta, ma che fa da passaggio alla vita, possibilità offerta per puro e gratuito amore, che richiede però corrispondenza da chi vuole entrare.

Vi suggerisco come agire: con fede, conoscenza, temperanza, pazienza, pietà, amore fraterno, carità.

 

02 Giugno – Martedì – 9a settimana T.O.

 

Mandarono da lui

alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo:

«Maestro, sappiamo che sei veritiero…

È lecito o no

pagare il tributo a Cesare?»

 

Dovevo pensarci prima, io esperto delle scritture, a quanto si legge nel salmo 17 sull’agire di Dio: con l’uomo buono, tu sei buono, con il perverso, tu sei astuto.

Credevamo di mettere in scacco Gesù interrogandolo sul tributo a Cesare. Se avesse detto sì, avrebbe perso la stima del popolo; se avesse detto no, potevamo accusarlo presso i romani. Invece è stato lui a mettere in trappola noi, chiarendo che il nostro, più che un pagare, è un rendere, salvaguardando i diritti dello stato e ringraziando Dio per i suoi doni.

Ora sono in crisi: le prime parole dette a Gesù erano di adulazione, ma ora mi accorgo che sono vere. Il suo sguardo e le sue parole mi hanno rivelato la mia meschinità: ha ragione, sono un ipocrita. Lascerò la scuola dei farisei e seguirò lui.

 

03 Giugno – Mercoledì – 9a settimana T.O.

 

Non è forse per questo

che siete in errore,

perché non conoscete le scritture

né la potenza di Dio?

 

I dinosauri si sono estinti, noi sadducei no. Anche se con nomi diversi, continuiamo ad aggirarci e non è escluso, anzi molto probabile, che ciascuno di voi ogni tanto lo sia.

Quando cedete alla tentazione di pensare che la libertà e la potenza di Dio possano essere costrette nei vostri angusti orizzonti; quando riducete ad una storiella banale l’infinita creatività del Signore della storia; quando vi lasciate talmente condizionare dai segni di morte presenti nel mondo, che non riuscite a spingere lo sguardo oltre quella che sembra essere la fine di tutto.

Conviene allora chiedere che si ravvivi in voi il dono di Dio; che nel vostro spirito risplenda il vangelo, la buona notizia della vita e dell’immortalità; che il vostro timido sentire avvampi della forza e della saggezza dello Spirito.

 

04 Giugno – Giovedì – 9a settimana T.O.

 

Amare Dio con tutto il cuore,

con tutta l’intelligenza

e con tutta la forza

e amare il prossimo come se stesso

vale più di tutti i sacrifici

 

Ho sempre coltivato grande passione per la legge: alla scuola dei dottoroni c’era quasi una gara per far saltar fuori sempre nuovi precetti.

Alla fine però si sono fermati a 613: 365 divieti, 248 comandi. Ma in questa giungla di regole, a quale dare la precedenza? Sono capitato nel tempio mentre Gesù stava discutendo con alcuni sadducei; quando hanno finito mi sono fatto avanti io. Sapete come è andata: c’è stata una bella potatura! Tante fronde inutili tolte: potevo vedere il cielo! Tanti tronchi secchi abbattuti: potevo vedere i miei fratelli! In mezzo alla selva che mi ingabbiava, li avevo persi di vista.

Il maestro mi ha ridato il gusto dell’essenziale, e alla fine mi ha detto che avevo fatto un bel cammino, ma non ero ancora arrivato; vicino, ma non a casa…Dovrò farò qualche passo in più!

 

05 Giugno – Venerdì – 9a settimana T.O.

 

Davide stesso

lo chiama Signore:

da dove risulta

che è suo figlio?

 

Nessuno ha più il coraggio di interrogarlo, ma Gesù continua a parlare e così mi sono fermato ad ascoltare: ora è lui a porre domande.

La questione sulla discendenza di Davide mi è sembrata all’inizio un po’ accademica, ma ripensandoci, mi sembra qualcosa di molto serio, che mi riguarda personalmente. Sono in attesa di un messia? E come me lo immagino? Riesco a tenere assieme due aspetti che sembrano inconciliabili, il Signore cui è dovuto l’ossequio dell’universo, e l’uomo che si inserisce nella trama della storia, nascendo dalla stirpe di Davide? Un Dio da adorare nella sua sublimità, un fratello da accogliere nella sua umiltà?

Certo rimane un mistero, ma ascoltando ora Gesù sento un fuoco nel cuore: che sia lui il Messia?

 

06 Giugno – Sabato – 9a settimana T.O.

 

Venuta una vedova povera,

vi gettò due monetine…

Allora disse loro:

«In verità io vi dico: questa vedova

ha gettato nel tesoro

più di tutti gli altri»

 

C’era frastuono e movimento attorno a noi: scrosci di monete nelle cassette, banditori che annunciavano l’entità delle offerte, ricchi in passerella.

Eppure Gesù ci ha viste, mentre la vedova silenziosamente ci lasciava cadere nel tesoro: ci ha viste perché in quel momento non eravamo come le grosse monete che facevano molto chiasso, ma restavano pezzi di metallo, uguali agli altri sicuri nei forzieri dei donatori. Noi invece eravamo solo due, senza sorelle restate a casa, ma il Signore ha affermato che valevamo più di tutte le altre. Nella nostra piccolezza vibrava la vita della povera vedova, che per mezzo nostro si era affidata completamente a Dio.

Gettandoci nel tesoro aveva gettato se stessa nelle braccia del Padre, vero tesoro, vera fedele ricchezza.

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