15 Febbraio Domenica
6a settimana del Tempo Ordinario – Anno A
Avete inteso che
Fu detto agli antichi…
Ma IO vi dico…
Cambiare prospettiva: è questa l’estrema sintesi del passo evangelico che abbiamo letto.
Gesù non è venuto per abolire, per dirci che stiamo sbagliando tutto, ma per dare pieno compimento alla nostra vita, per indicarci come vivere in pienezza il dono immenso che ci ha fatto. È indispensabile vivere relazioni sane, autentiche, sincere. Siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio e il Dio in cui crediamo è amore, è relazione perfetta nella Trinità.
Dare pieno compimento alla vita e alla legge, significa vivere in relazione con Dio, con i fratelli e con me stesso. Quello che sono chiamato a gettare, a tagliare è ciò che non mi permette d’essere vero, sincero nelle relazioni.
Signore aiutami a vivere in pienezza.
16 Febbraio Lunedì
Si misero a discutere con lui,
chiedendogli un segno dal cielo,
per metterlo alla prova
È tipico della nostra natura cercare segni, prove, dimostrazioni.
La parola deriva dal latino sĭgnum, «segno visibile o sensibile di qualche cosa». Cerchiamo segni perché fatichiamo a fidarci e ad affidarci. Eppure, in maniera inconsapevole, ci fidiamo quotidianamente in moltissime occasioni; basta pensare a quando saliamo su un autobus: chi conosce l’autista? Eppure mi fido di lui! Ma quando si tratta di scelte più importanti, di scelte di vita come reagiamo? Ci blocchiamo? Seguiamo le mode? Il Signore che ruolo ha? Davanti ad una scelta importante mi metto in ascolto del Padre?
Il Signore ci ha donato lo Spirito santo, il Paraclito: lasciamoci guidare da lui, cerchiamo di metterci in ascolto di chi ci ama e ha dato tutto sé stesso per noi. Non sarà facile, ma possiamo sempre provarci.
17 Febbraio Martedì
E non vi ricordate,
quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila,
quante ceste colme di pezzi avete portato via?
Non ti è mai successo di partire per un viaggio e di accorgerti solo dopo di esserti dimenticato qualcosa di importante? Qualcosa di simile hanno provato i discepoli sulla barca con Gesù: «avevano dimenticato di prendere dei pani», esordisce il brano, «e non avevano con sé sulla barca che un solo pane».
Gesù conduce pazientemente i suoi discepoli a uno sguardo più ampio sulla situazione: il vero problema non sta nel non aver fatto la spesa, ma nel non ricordare le grandi opere di Dio nel Figlio Gesù, l’unico pane spezzato per la vita del mondo, pane che riscalda il nostro cuore indurito e che apre i nostri occhi.
«E lo riconobbero nello spezzare del pane».
18 Febbraio Mercoledì
Mercoledì delle ceneri
Lasciatevi riconciliare con Dio
Con il mercoledì delle ceneri entriamo oggi nella Quaresima, tempo di conversione, penitenza e digiuno.
Il vangelo che la liturgia ci propone ci provoca: Gesù avverte i discepoli di non compiere opere solo per essere ammirati o lodati. E noi, perché le facciamo? Davanti a quali occhi vengono compiute? Quelli della tradizione, della cultura, della ritualità? E quale ricompensa cerchiamo? Cerchiamo solamente un modo per sentirci a posto con la coscienza?
Riscopriamo sotto quale sguardo vogliamo agire: gli occhi di Dio, che ci dice: «Ritornate a me con tutto il cuore». È lui che ci chiama, desideroso di incontrarci nel segreto del nostro cuore. «Ecco ora il momento favorevole» per dedicare tempo a lui, nel segreto, e «il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
19 Febbraio Giovedì
Ma chi perderà la vita
per causa mia
la salverà
Come è possibile salvare la propria vita perdendola?
Questa è la domanda che sorge spontanea leggendo il vangelo di oggi. Possiamo forse trovare una risposta rileggendo la prima lettura dal libro del Deuteronomio: ci vengono presentate due vie, quella del bene e quella del male. Due vie, due vite. Forse, allora, Gesù vuole invitarci a lasciare una vita, quella segnata dalla mondanità e dall’attaccamento alle cose di questo mondo. Questo non significa soltanto la bramosia della ricchezza, ma anche vivere perennemente con uno sguardo orizzontale, investendo tutte le energie nella convinzione che l’unica vita, l’unico mondo sia questo.
Gesù ci invita a fare una scelta: perdere questa vita per abbracciarne una nuova, quella che si trova in Lui.
20 Febbraio Venerdì
Possono forse gli invitati a nozze
essere in lutto
mentre lo sposo
è con loro?
Che digiuno è quello di questi discepoli di Giovanni e dei farisei? Come è possibile trasformarlo in un pretesto per accusare qualcun altro, per giudicare, per sentirsi migliori o superiori? Questo non è il vero senso del digiuno. Purtroppo, diventa un digiuno per la legge, per qualcosa, invece di essere per Qualcuno.
Il tempo quaresimale che stiamo vivendo è un tempo opportuno per fermarsi e riconoscere una mancanza; lasciare spazio nel cuore per far nascere la nostalgia dello sposo. Il digiuno ci può aiutare a sentire in noi la mancanza dello sposo Gesù, la nostalgia della sua presenza.
Una nostalgia profonda che fa nascere il desiderio di ritornare a quella comunione autentica, a quella festa di nozze piena di gioia e vita che il Signore Gesù sa donare ad ognuno di noi.
21 Febbraio Sabato
C’era una folla numerosa
di pubblicani e d’altra gente,
che erano con loro a tavola.
C’è una cosa che colpisce del vangelo di oggi: l’invito forte che Gesù rivolge a Levi a seguirlo.
Ci aspetteremmo che con questo pubblicano Gesù facesse un cammino nei villaggi, nelle sinagoghe a guarire, a predicare. E invece Gesù lo riporta nella sua casa, quella casa che rappresenta l’interiorità, la quotidianità. Una casa in cui sta una folla numerosa, di pubblicani, di peccatori, di altra gente: c’è di tutto. Sembra che il vangelo voglia dirci che Gesù non vuole che tu scappi, che dimentichi chi sei, ma che tu gli apra la porta di casa tua, così com’è, con tutta la sua confusione, con tutte le sue incongruenze, con tutta la tua umanità.
Questo il Signore desidera: iniziare ad abitare con te in quella casa e da lì iniziare la tua guarigione e la tua storia di salvezza.






























