Commenti ai vangeli della X settimana del tempo ordinario

Pubblicato giorno 5 Giugno 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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07 Giugno – Domenica – SS. Corpo e Sangue di Cristo – Anno A

 

Io sono il pane vivo…

Se uno mangia di questo pane

vivrà in eterno

e il pane che io darò

è la mia carne

per la vita del mondo

 

Zaccheo, Matteo, la donna peccatrice, hanno incontrato Gesù ad un banchetto, e ascoltandolo e credendo in lui la loro vita è cambiata.

Di fronte a loro c’era una persona in carne e ossa, noi invece siamo solo un pezzetto di pane e un po’ di vino nel calice. Eppure dopo le parole della consacrazione diveniamo lui stesso: che mistero della fede!

San Francesco lo spiega bene: «Come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. Essi, con gli occhi del loro corpo, vedevano solo la carne di lui, ma con gli occhi dello spirito credevano che egli era lo stesso Dio. Così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero».

 

08 Giugno – Lunedì – 10a settimana T.O.

 

Vedendo le folle,

Gesù salì sul monte…

Si mise a parlare

e insegnava loro dicendo: «Beati…»

 

Abbiamo seguito il maestro nella breve salita: non siamo soli, c’è tanta gente attorno a noi, e le parole che sta pronunciando le rivolge a tutti. È come un nuovo Mosè che a compimento delle dieci parole ne aggiunge altre otto, che iniziano tutte allo stessa maniera: beati…

Questa beatitudine sarà la sorte dei poveri, degli afflitti, dei miti, dei giusti, dei misericordiosi, dei puri di cuore, dei pacifici e dei perseguitati. È un campionario dove ognuno di questa folla variegata può trovare il modo di orientare la vita secondo quanto ha ricevuto da Dio.

Così quando scenderà dal monte e ritornerà a casa e alle solite occupazioni, potrà iniziare un cammino quotidiano, senza clamori, nella tenace fedeltà al programma che Gesù ha instillato nei cuori.

 

09 Giugno – Martedì – 10a settimana T.O.

 

Fu rivolta ad Elia

la parola del Signore:

«Àlzati, va’ a Sarepta di Sidone;

là ho dato ordine a una vedova

di sostenerti»

 

Anche sabato scorso si parlava di una vedova, nel tempio di Gerusalemme. Io sono invece in periferia, addirittura fuori dei confini.

Siamo distanti, ma penso ci accomuni la fiducia che abbiamo nella provvidenza. D’altra parte anche Elia non è da meno: rimasto secco il torrente, Dio lo invia non a qualche persona facoltosa, ma a me, povera vedova e per di più straniera. Egli non obietta e obbedisce, mettendosi in cammino. Il nostro è stato un incontro tra poveri che hanno sperimentato la potenza della fede. Il mio scoraggiamento iniziale, che era ben comprensibile, è scomparso quando il profeta mi ha detto di non temere e io gli ho dato credito.

L’abbiamo accolto, io e mio figlio, nella nostra casetta, e il pane non è mancato. E la giara e l’orcio ne erano fieri.

 

10 Giugno – Mercoledì – 10a settimana T.O.

 

Elia si accostò a tutto il popolo e disse:

«Fino a quando salterete da una parte all’altra?

Se il Signore è Dio, seguitelo!

Se invece lo è Baal, seguite lui!»

 

Abituato al silenzio mistico (i Carmelitani avranno inizio proprio da qui), oggi sono rimasto sbalordito!

Urla e strepito, movimenti convulsi, sangue sui profeti di Baal, fuoco che scende dal cielo e polverizza sacrificio e altare dopo la supplica di Elia. E a conclusione la fine di quegli idolatri fautori di sacrifici umani. Una distruzione, però, in vista di una costruzione nuova: si fa piazza pulita degli idoli perché il cuore sia sgombro per accogliere il Dio vivente, perché seguiate quella strada che vi riporta a riconoscervi immagine e somiglianza del creatore. È un restauro che restituisce vita e colori originali al grande affresco dell’Alleanza divina, invecchiato per la vostra indifferenza e le vostre scelte sbagliate.

Grazie ad Elia, oggi mi sento un nuovo Sinai!

 

11 Giugno – Giovedì 10a settimana T.O. – S. Barnaba

 

Quando Barnaba vide la grazia di Dio,

si rallegrò ed esortava tutti

a restare con cuore risoluto fedeli al Signore,

da uomo virtuoso qual era

e pieno di Spirito santo

 

Ho cercato di essere fedele al mio nome che significa figlio dell’esortazione e ho saputo esortare gli altri, perché anzitutto mi son lasciato conquistare io dalla buona notizia, e non ho esitato a vendere un campo donando poi agli apostoli il ricavato.

Certamente è stato lo Spirito a darmi l’intuito per vedere negli eventi l’opera di Dio. Tutti avevano paura del neoconvertito Paolo, ma ho garantito per lui a Gerusalemme; sono andato a cercarlo per portarlo ad Antiochia; son partito con lui per il primo viaggio missionario, dove un giorno mi hanno scambiato addirittura per Zeus sceso sulla terra. Con Paolo ho pure litigato, perché eravamo di parere diverso a proposito di Marco, mio cugino l’evangelista.

Ma si sa: l’amor senza baruffa fa la muffa. Tant’è che ora siamo ambedue santi.

 

12 Giugno – Venerdì 10a settimana T.O.S. Cuore di Gesù

 

Venite a me,

voi tutti che siete stanchi e oppressi,

e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi

e imparate da me,

che sono mite e umile di cuore

 

Venite a me, che sono amore eterno prima della storia, che mi sono rivestito di umanità per amare nella storia.

Se il vostro cuore è capace di slanci di eroismo, o di generosità spicciola e perseverante, è perché esiste un cuore più grande e più fedele da cui potete trarre la linfa dell’amore divino. Non c’è fatica o sofferenza che non possa trovare rifugio e conforto in me che sorreggo, che spalanco i sentimenti a nuove dimensioni. E voglio continuare a pulsare in chi cerca di coltivare mitezza e umiltà che sono strada alla riconciliazione e alla pace.

Sono un cuore divino, come quello del Padre, più grande del vostro; sono un cuore umano, come quello di Gesù, modello del vostro: il primo da adorare e in cui trovare perdono, il secondo da imitare per far rivivere il dono.

 

13 giugno – Sabato 10a settimana T.O. – S. Antonio

 

Allora essi partirono

e predicarono dappertutto,

mentre il Signore agiva

insieme con loro…

 

Perché sono chiamato Dottore evangelico e raffigurato con un libro in mano? Perché ho sempre amato, studiato, commentato, predicato la parola di Dio.

Una parola che mi teneva in unione con Dio e attento al prossimo. Dicevo in un mio sermone: «Sulla tua parola, non sulla mia, getterò le reti. Ogni volta che le ho gettate sulla mia parola, l’ho attribuito a me, non a te; ho predicato me stesso e non te; ho predicato cose mie, e non tue. E quindi nulla ho preso; e se ho preso qualcosa, si trattava non di un pesce ma di una rana gracidante che mi lodasse; ed anche questo era un niente!

Getta le reti sulla parola di Cristo colui che nulla attribuisce a se stesso, ma tutto a lui; colui che vive secondo ciò che predica. E se così farà, prenderà veramente una grande quantità di pesci».

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