Domenica 23 agosto
La gente,
chi dice che sia
il Figlio dell’uomo?
La domanda di Gesù ai discepoli è rivolta anche a noi, cristiani di oggi. Non è un’inchiesta per verificare il consenso, ma è una questione profonda e personale alla quale ciascuno di noi, in verità, deve rispondere.
A volte rischiamo di parlare secondo quanto dice la gente, ma la fede è principalmente un’adesione personalissima, non solo teorica, ma esistenziale. Ciascuno deve trovare la sua risposta, la narrazione della sua esperienza spirituale, della sua relazione con il Signore. Non è più il tempo di un cristianesimo di massa, se mai lo è stato, ora è il momento favorevole per comprometterci con Cristo, per testimoniare ciò in cui crediamo.
La comunità è pronta ad incoraggiare e sostenere, ma la risposta è personale. Anche tu, dai oggi la tua risposta!
Lunedì 24 agosto
Da Nazareth
può venire
qualcosa di buono?
Caro Bartolomeo, mi sei proprio simpatico; la tua schiettezza mi piace.
Non ti sei lasciato coinvolgere troppo dal maestro, vista la sua provenienza, anzi, hai messo in discussione tutto il suo alone di profetismo. Però, ti sei lasciato conquistare da lui, dal suo sguardo che ha scrutato il tuo cuore e ti sei arreso. Sei stato capace di metterti in ascolto della verità di colui che ti stava interpellando, la tua trasparenza e autenticità hanno prevalso e ti sei fatto accoglienza della verità che ti stava davanti.
Aiutaci a crescere in autenticità, a togliere le nostre maschere di perbenismo per abitare la vita e vivere relazioni in verità, ma aiutaci anche a riconoscere la verità dell’altro, del fratello, quale dono di vita per noi.
Martedì 25 agosto
Guai a voi,
scribi e farisei
ipocriti!
C’è un’aria di libertà, nel vangelo di questo giorno!
Gesù ci libera dai fardelli pesanti di una legge fatta di obblighi e di divieti, di norme e di prescrizioni per regalarci la bellezza della vita dei figli di Dio; ci libera da una religione e da una morale del dovere chiamandoci alla profondità di una relazione d’amore che invita ad assumere in prima persona la responsabilità del nostro essere e del nostro agire. Abbandoniamoci ad un amore che non calcola e non misura, ma ci sollecita ad andare all’essenziale, disposti a fare nostri gli stessi sentimenti di misericordia e di compassione che abitano il cuore di Dio.
Molto più di un precetto!
Mercoledì 26 agosto
Guai a voi,
scribi e farisei ipocriti,
che assomigliate
a sepolcri imbiancati
L’ipocrisia è una malattia spirituale devastante non solo perché maschera la realtà con l’apparenza, ma soprattutto perché, a lungo andare, impedisce a chi ne è affetto di riconoscere la verità del proprio cuore.
L’ipocrita finisce per giustificare la propria menzogna e, da vivo, muore interiormente. Con parole durissime Gesù esprime una sorta di lamento funebre su queste autorità religiose che confondono la facciata con la sostanza.
Mentre li mette in guardia rivolge un appello anche a noi: c’è ancora tempo per la conversione, per unificare il cuore! Chi fa la verità viene alla luce e… rinasce!
Giovedì 27 agosto
Vegliate…
tenetevi pronti perché,
nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo
Siamo sentinelle nella notte che scrutano l’orizzonte per scorgere il primo apparire dell’alba, per udire l’approssimarsi di un passo, per distinguere il timbro di una voce, richiamo o sussurro che invita ad andare… Non importa il giorno e l’ora!
Sarà comunque il giorno più bello, quello dell’incontro con l’atteso di sempre. Sarà l’ora della salvezza che ci coglie all’improvviso, mentre aspettiamo trepidanti il compiersi della promessa: non un evento catastrofico e minaccioso, ma l’avvicinarsi silente di colui che ci sorprende nella nostra quotidianità.
Tra gli impegni improrogabili e la fatica di costruire la città degli uomini, potremo gridare la nostra gioia: «Io ti conoscevo per sentito dire; ora i miei occhi ti vedono!» (cfr. Gb 42, 5).
Venerdì 28 agosto
Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini
che presero le loro lampade
e uscirono incontro allo sposo
Che il regno dei cieli sia simile anche a cinque vergini stolte è inimmaginabile ai nostri occhi, ma per Dio è una realtà, oseremmo dire, del tutto ordinaria.
Solo lui, infatti, può accogliere e abbracciare l’imperfezione umana e inserirla nel suo progetto salvifico, trasformandola in grazia! Egli non fugge, come noi, tutto ciò che è limite, incompiutezza, debolezza, ma lo accoglie e lo trasforma in via di salvezza.
Non abbiamo paura, allora, di scoprirci poveri e mancanti: lui sceglie ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti.
Sabato 29 agosto
E subito il re mandò una guardia
e ordinò che gli fosse portata
la testa di Giovanni
La smania di una donna e la stupidità del governante di turno ti sono costati la vita, caro Giovanni Battista.
Mi sconvolge la docilità con la quale hai chinato la testa al tuo carnefice: non si è udita esclamazione, né tentativo di chiarimento o di difesa. Nulla! L’evangelista racconta il tuo martirio con naturalezza e semplicità, come se si trattasse della cosa più ovvia da farsi. Ma il martirio non è mai cosa ovvia! Al contrario, è un atto eroico di amore radicale che si prepara lungo tutta l’esistenza.
Grazie, Giovanni, per il tuo dono!






























