Commenti ai vangeli della XXII e della XXIII settimana del tempo ordinario – Patrono d’Italia 2026

Pubblicato giorno 28 Agosto 2026 - ARTICOLI DEL BLOG, Il Vangelo di oggi

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Cari amici,

pubblichiamo le prossime due settimane di commenti ai vangeli: infatti dal 6 al 12 settembre prossimi vivremo gli Esercizi annuali. Mentre vi assicuriamo la preghiera, ci affidiamo anche alla vostra!

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Domenica 30 Agosto

 

Da allora Gesù cominciò

a spiegare ai suoi discepoli

che doveva andare a Gerusalemme

e soffrire molto

 

Lo avevamo ascoltato increduli!

Non potevamo accogliere una logica simile, né sostenere il suo discorso, completamente diverso dalle nostre aspettative e da ogni umana ragionevolezza. Perché il messia avrebbe dovuto essere condannato, soffrire, essere ucciso? Perché? Non era venuto per salvare Israele dai romani? Non era forse il Figlio di Dio? E, cosa voleva dire risorgere il terzo giorno? Quel giorno ci aveva spiegato ogni cosa con trasparenza cristallina, con tranquillità d’animo e tanta semplicità. Cosa dire? Nulla!

Avevamo solo bisogno di tempo per riflettere e accogliere il suo annuncio, mentre continuavamo a stare con lui.

 

Lunedì 31 agosto

 

Lo Spirito del Signore

è sopra di me…

mi ha mandato a proclamare

l’anno di grazia del Signore

 

Questa profezia di Isaia, oggi si compie in te, Signore Gesù.

Tu sei l’anno di grazia! La tua identità è la nostra realizzazione e la nostra pienezza. La tua persona, il tuo pensare, agire e pregare sono salvezza per noi poveri, prigionieri, ammalati, ciechi. Tu sei il compimento delle promesse messianiche, la pienezza della rivelazione e della condiscendenza di Dio! Per questo sei stato mandato, ti sei incarnato, ti sei fatto uno di noi e hai abbracciato la croce sino a morire.

Signore, donaci la grazia di sperimentare e di gustare, nella concretezza della nostra vita, la verità di questa grande realtà!

 

Martedì 1 Settembre

 

Che abbiamo a che fare con te?

Sei venuto a rovinarci?

 

Ci sarà capitato di chiedere a Gesù: cosa c’entri con me?

Nei momenti di crisi possiamo arrivare a pensare che Gesù non c’entri nulla con la nostra vita, con il nostro quotidiano, che quello che facciamo è troppo lontano da lui e che forse staremmo meglio se lasciassimo perdere di seguirlo e di andare a messa. Quando ci va tutto storto e magari i compagni di studio o i colleghi di lavoro hanno iniziato a prendere le distanze da noi, perché hanno capito che siamo credenti, possiamo pensare che lui sia venuto a rovinarci.

Ma l’unica cosa che il Signore vuole mandare in rovina è la nostra ipocrisia, il nostro egoismo, la nostra incapacità di amare e perdonare. Il Signore mette a tacere la voce della menzogna che dice che non siamo fatti per le cose del cielo.

 

Mercoledì 2 Settembre

 

Chinatosi su di lei,

intimò alla febbre

e la febbre la lasciò

 

Gesù entra nella casa di Simone, i due si conoscono da poco, ma con gli amici ci si mostra così come si è, non c’è il tempo per riordinare o per rimandare la visita a un momento migliore.

Gesù entra nella nostra casa senza fare lo schizzinoso, non guarda al disordine, non evita l’aria viziata, non ha paura del contagio. Se la suocera di Simone avesse saputo della visita, forse non avrebbe aperto la porta o si sarebbe nascosta per non farsi trovare malata. Spesso noi preferiamo rimanere nella nostra malattia o inclinazione al male e per paura di essere giudicati, evitiamo di aprire la porta a Gesù.

Ma al Signore interessiamo anche con i nostri blocchi e il nostro peccato, non illudiamoci di guarire da soli, la nostra febbre non passa senza di lui.

 

Giovedì 3 Settembre

 

Gesù lo pregò

di scostarsi un poco da terra

«Prendi il largo

e calate le reti per la pesca»

 

A causa della folla che si accalca, Gesù ha bisogno di mettersi in una posizione migliore per insegnare, sale su una barca.

Simone è affranto e desolato e così Gesù senza esagerare troppo fa una prima richiesta: di scostarsi un poco. Quel discorso fatto dalla barca raggiunge il cuore di Simone e la delusione delle reti vuote finalmente lascia spazio a proposte nuove. Gesù non ha intenzione di mollare e lo spinge a tornare a pescare. Il Signore ci chiama a non darci per vinti di fronte alle nostre giornate perse, proprio quando ci sembrerà tutto inutile, lui farà risuonare dentro di noi quell’invito a gettare ancora le reti.

Gesù investe su di noi nonostante le nostre insicurezze e fallimenti, se ci fidiamo della sua parola possiamo ripartire sempre con una vita completamente nuova.

 

Venerdì 4 Settembre

 

Possono forse digiunare

gli invitati a nozze

quando lo sposo è con loro?

 

Gesù usa spesso il tema delle nozze, perché egli è lo sposo dell’umanità, la relazione con lui è andare a nozze, cioè festa grande e gioia condivisa.

Ogni volta che incontriamo Gesù: nella celebrazione eucaristica, nell’ascolto della parola o nella preghiera, è come essere invitati a un banchetto di nozze. Non si può digiunare, essere tristi, quando sentiamo la presenza di Dio nella nostra vita. Ciò che conta allora è crescere nella capacità di dire dei no, per poter finalmente togliere dalla nostra vita tutto quello che ci allontana dal Signore.

Gesù non ci sta ad essere un rattoppo: a volte del vangelo prendiamo solo quello che ci piace, è come tagliare pezzi da un vestito nuovo e così anche nel bene ci limitiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto e non rinnoviamo mai le nostre abitudini.

 

Sabato 5 Settembre

 

Alcuni farisei dissero:

«Perché fate ciò

che non è permesso di sabato?»

 

I farisei non perdono occasione per fare pesare la loro superiorità: utilizzano le regole per togliere il respiro agli ultimi, ai poveri, a chi non può difendersi.

Gesù invece ci insegna a mettere al centro l’uomo, la sua salvezza, la sua realizzazione, la sua felicità. Ogni volta che giudichiamo senza ascoltare le ragioni altrui, senza guardare a noi stessi, siamo simili a quei farisei che provavano soddisfazione a controllare gli altri, a manipolarli. Gesù ci mostra uno stile delicato persino con i suoi oppositori, non si irrigidisce, non è irritato, argomenta la risposta, cita la scrittura ed entra nel loro campo di conoscenze.

Dedicare un giorno completamente a Dio ha senso se ci porta ad avere lo stile di Dio: uno stile che fa fiorire l’uomo e lo libera da ogni schiavitù.

 

Domenica 6 Settembre

 

Avrai guadagnato

il tuo fratello

 

La correzione fraterna non è mai un percorso semplice.

Anzitutto deve nascere davvero in una dimensione fraterna: stima, fiducia, affetto sincero, profonda amicizia. A volte basta una parola non detta bene per far rimanere male l’altro o per reagire noi in maniera eccessiva. Quindi parla, se l’altro ti ascolta sarà perché è passata l’idea che per te il fratello è un guadagno, è prezioso. Fare il primo passo verso l’altro contiene già questo messaggio: tu per me sei un tesoro non ti voglio perdere.

Di solito siamo bravi nel coinvolgere più persone per parlare alle spalle di chi ha commesso un errore; proviamo invece a dire bene di loro, perché stiamo parlando dei nostri preferiti. Ci comporteremo come Gesù che preferiva gli esclusi, creava legami con loro e si immedesimava in loro.

 

Lunedì 7 settembre

 

Alzati

e mettiti

nel mezzo

 

Gesù sempre ci pone al centro delle sue attenzioni, anche quando abbiamo sbagliato egli non ci identifica mai con il nostro errore e conferma quanto siamo importanti per lui.

Il Signore che ama la vita, che ha compassione di tutti e che nulla disprezza di quanto ha creato, ci chiede di mettere anche noi le persone al centro. Spesso dobbiamo tornare ad accorgerci degli altri, della loro sofferenza, della loro storia, guardare la marginalità che ci circonda con occhi nuovi, perché siamo troppo abituati a guardare solo a noi e ad avere una visuale parziale delle cose.

Gesù non vuole abolire le regole, né spingerci a infrangerle, ma ci invita a preferire le persone alle regole e alle idee, soprattutto alle idee che discriminano e tendono a considerare le differenze come un limite.

 

Martedì 8 Settembre

 

Sarà chiamato Emmanuele,

che significa

Dio con noi

 

Non sappiamo cosa si siano detti Maria e Giuseppe dopo l’annuncio dell’angelo, ma possiamo immaginare che tra loro ci fosse una grande sintonia, un legame saldo e profondo perché le risposte all’angelo sono molto simili.

Prima è venuta la risposta di Maria: «Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua Parola» (Lc 1, 38), poi quella di Giuseppe «Fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1, 24). Maria e Giuseppe si fidano di quelle parole dette dal Signore: quel figlio sarà chiamato Emmanuele che significa Dio con noi.

Gesù stesso ripeterà ai suoi discepoli e a noi: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Anche per noi tutto dipende dalla fede condivisa con qualcuno e dalla convinzione che il Signore è con noi sempre!

 

Mercoledì 9 Settembre

 

Beati

voi

poveri

 

Beati voi che siete i piegati, come i mendicanti che si chinano per chiedere l’elemosina: loro sono dalla parte giusta.

Il Signore si congratula con noi se viviamo come uno che chiede l’elemosina. Il nostro Dio regna proprio così: si è piegato per stare in mezzo a noi, ha donato tutto di sé ed è diventato povero. Ogni relazione vera è povera: non è dominio sull’altro. Ricevi l’altro gratuitamente, altrimenti che relazione è? I figli sono amati gratuitamente e il marito e la moglie si amano gratuitamente. Tutto si riceve e tutto si dà. Il desiderio di possedere ci divide gli uni dagli altri e ci distrugge. Per questo la povertà è la cosa più sublime da imparare per la salvezza del mondo.

Mi dispiace per voi, dice il Padre che piange i suoi figli che adorano il vuoto e amano il nulla.

 

Giovedì 10 Settembre

 

A chi ti percuote sulla guancia,

porgi anche l’altra

 

L’invito di porgere l’altra guancia non significa affatto assumere un atteggiamento arrendevole e di sottomissione, non è passività di fronte all’offesa.

Uno schiavo, ai tempi di Gesù, veniva colpito in volto dal suo padrone con il dorso della mano perché quest’ultimo non avesse a sporcarsi le mani. Porgere l’altra guancia significava costringere il padrone a colpire con il palmo della mano e, quindi, a sporcarsi le mani, cosa che un pio israelita benestante non avrebbe mai fatto. Il voltare il viso dall’altra parte era un modo per impedire all’aggressore di colpire ancora e costringere il potente a fermarsi.

Siamo chiamati a impedire il male non con la violenza, ma attraverso quei tanti piccoli accorgimenti quotidiani che hanno in sé la forza di sabotare le azioni perverse dei violenti.

 

Venerdì 11 Settembre

 

Perché guardi la pagliuzza

che è nell’occhio del tuo fratello,

e non t’accorgi della trave

che è nel tuo?

 

È piuttosto evidente la differenza tra una pagliuzza e una trave: la consistenza è molto diversa.

Spesso i nostri difetti non li vogliamo vedere, o li minimizziamo, ma notiamo sicuramente quelli degli altri, anche i più trascurabili. Il maestro è solito fare esempi dove la sproporzione è notevole, come accade nella parabola del servo spietato: i due debiti sono uno incalcolabile e l’altro una inezia (Mt 18, 23-35). Come è possibile avere due pesi e due misure? Come è possibile avere una trave in un occhio e non accorgersene? Spesso viviamo senza scavare a fondo, senza volerci guardare allo specchio per paura, per superficialità. Con noi stessi siamo indulgenti, con gli altri no.

La pagliuzza potrà anche darci fastidio, ma con la trave possiamo ferire, fare tanto male.

 

Sabato 12 Settembre


Perché mi chiamate:

Signore, Signore!

e non fate quello che dico?

 

Ci sono nella nostra vita momenti di tempesta, dove tutto sembra cadere giù; la vita è fatta così non è mai senza scossoni: un fiume che investe la casa prima o poi arriva.

Il vero problema allora è dove abbiamo costruito la casa e come abbiamo scavato le nostre fondamenta, se sono stabili e pronte a reggere un fiume in piena allora non abbiamo da temere. Se il vangelo in noi ha portato frutti di perdono, di ascolto, di comprensione, di condivisione, di dono di sé, allora siamo sulla strada giusta. A volte però con la stessa intensità con cui desideriamo che Gesù entri nella nostra vita, non mettiamo in pratica ciò che egli ci dice.

Costruiamo la nostra fede sulla roccia della sua parola: è l’unica che ci può illuminare e aiutare a cambiare le nostre scelte così da renderle autentiche.

 

 

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