In ascolto con Chiara, discepola del Vangelo – 4 agosto

Pubblicato giorno 4 agosto 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Novene, S. Chiara d'Assisi

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LAVORO

 Domenica 4 agosto

 

 

 

 

Quando ebbe finito di parlare, Gesù disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Lc 5,4-11

Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare, lavorino dopo l’ora di terza, applicandosi a lavori decorosi e di comune utilità, con fedeltà e devozione, in modo tale che, tenuto lontano l’ozio, nemico dell’anima, non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al cui servizio devono essere tutte le altre cose temporali.

Reg. s. Chiara FF 2792

Il lavoro è necessario alle sorelle che hanno scelto una vita povera, come fonte di sostentamento e di partecipazione all’opera di Dio che, invisibilmente ma efficacemente, agisce a favore dell’uomo e di tutta la creazione. Il lavoro, inoltre, è obbedienza al Creatore e si esplicita nella vita comunitaria, regolata dalla collaborazione nella trasmissione di doni e servizi che allarga il cuore delle sorelle alla gratuità e all’accoglienza: il lavoro di una è a favore di tutte, e ciascuna accoglie il servizio fatto dalle altre. È un unico servizio per Cristo e in Cristo, dove egli stesso dona gratuitamente all’umanità nutrimento e tanti beni perchè il cuore gioisca della sua opera.

Rendiamo grazie a Dio per ciò che ci dona di fare. Il lavoro è grazia e responsabilità. Viverlo col cuore unito al Signore è l’impegno dell’anima che collabora con la grazia per crescere nella vita spirituale.

 

 

 

            Preghiamo (Sal. 103):

 

 

Dalle tue dimore tu irrighi i monti

e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.

 

Tu fai crescere l’erba per il bestiame

e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra,

 

vino che allieta il cuore dell’uomo,

olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore.

 

Sono sazi gli alberi del Signore,

i cedri del Libano da lui piantati.

Là gli uccelli fanno il loro nido

e sui cipressi la cicogna ha la sua casa;

 

le alte montagne per le capre selvatiche,

le rocce rifugio per gli iràci.

 

Hai fatto la luna per segnare i tempi

e il sole che sa l’ora del tramonto.

Stendi le tenebre e viene la notte:

in essa si aggirano tutte le bestie della foresta;

 

ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda

e chiedono a Dio il loro cibo.

Sorge il sole: si ritirano e si accovacciano nelle loro tane.

 

Allora l’uomo esce per il suo lavoro,

per la sua fatica fino a sera.

 

Quante sono le tue opere, Signore!

Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature.