In ascolto con Chiara. Discepola del Vangelo – 7 agosto

Pubblicato giorno 7 agosto 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Novene, S. Chiara d'Assisi

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SENTINELLA

mercoledì 7 agosto

 

 

Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Lc 8,16-18

Giacché una sola è la cosa necessaria, di essa soltanto ti scongiuro e ti avviso per amore di Colui, al quale ti sei offerta come vittima santa e gradita. Memore del tuo proposito, come un’altra Rachele, tieni sempre davanti agli occhi il punto di partenza. I risultati raggiunti, conservali; ciò che fai, fallo bene; non arrestarti; ma anzi, con corso veloce e passo leggero, con piede sicuro, che neppure alla polvere permette di ritardarne l’andare, avanza confidente e lieta nella via della beatitudine che ti sei assicurata.

2 Lett. FF2874-2875

 

 

Chiara accoglie la sua missione vivendo come una sentinella a favore dei fratelli, della Chiesa. La sentinella porge un ascolto attento al più impercettibile rumore, segnala con la sua lampada posta sul monte la direzione della libertà e della salvezza ed è attenta ad ogni movimento che preannuncia un pericolo, attorno e dentro di sé.

Chiara ha vissuto e indicato questa vigilanza spirituale tenendo stretti i doni ricevuti e accogliendo come lampada per i suoi passi la Parola del Signore. È questo anche per noi il sentiero della beatitudine: mettere al centro del nostro pensare e agire il Signore ci rende sentinelle in ascolto. A chi pone nel Suo tesoro ciò che ha, sarà dato ancora di più nell’intensità della luce che è Dio.

 

 

Preghiamo a cori alterni (Sal 62):

 

O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco,

ha sete di te l’anima mia,

desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua.

 

Così nel santuario ti ho contemplato,

guardando la tua potenza e la tua gloria.

 

Poiché il tuo amore vale più della vita,

le mie labbra canteranno la tua lode.

 

Così ti benedirò per tutta la vita:

nel tuo nome alzerò le mie mani.

 

Come saziato dai cibi migliori,

con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

 

Quando nel mio letto di te mi ricordo

e penso a te nelle veglie notturne,

a te che sei stato il mio aiuto,

esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

 

A te si stringe l’anima mia: la tua destra mi sostiene.