In ascolto con Chiara. Discepola del Vangelo – 8 agosto

Pubblicato giorno 8 agosto 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Novene, S. Chiara d'Assisi

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CROCE

Giovedì 8 agosto

 

 

 

 

Sopra Gesù c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. Lc 23,38-46

 

 

Vedi che Egli per te si è fatto oggetto di disprezzo, e segui il suo esempio rendendoti, per amor suo, spregevole in questo mondo.  Mira, o nobilissima regina, lo Sposo tuo, il più bello tra i figli degli uomini, divenuto per la tua salvezza il più vile degli uomini, disprezzato, percosso e in tutto il corpo ripetutamente flagellato, e morente perfino tra i più struggenti dolori sulla croce. Medita e contempla e brama di imitarlo. Se con Lui soffrirai, con Lui regnerai; se con Lui piangerai, con Lui godrai; se in compagnia di Lui morirai sulla croce della tribolazione, possederai con Lui le celesti dimore nello splendore dei santi, e il tuo nome sarà scritto nel Libro della vita e diverrà famoso tra gli uomini. 2 Lett. FF2879-2880

 

Chiara, immersa nell’amore di Dio, innalza il suo sguardo al Crocifisso, centro e culmine dell’amore che salva l’umanità. La compassione del suo cuore, che la associa a Cristo mentre compie la sua opera di salvezza, accende in profondità il desiderio di imitarlo. La pienezza della fede, provata dalla croce, è dono di grazia per quanti Cristo Crocifisso associa a Sé. Ogni umano soffrire nel corpo e nell’anima, viene unito a  ciò che il Signore ha patito ed è da lui portato nel Suo cuore.

Col suo soffrire e morire ha aperto per noi la vita senza fine: “Se con lui patirai, con lui regnerai; soffrendo con lui, con lui godrai”.

 

 

Preghiamo a cori alterni (Sal 91)

Chi abita al riparo dell’Altissimo

passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.

 

Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,

mio Dio in cui confido».

 

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,

dalla peste che distrugge.

 

Ti coprirà con le sue penne,

sotto le sue ali troverai rifugio;

la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

 

Non temerai il terrore della notte

né la freccia che vola di giorno,

 

la peste che vaga nelle tenebre,

lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

 

Mille cadranno al tuo fianco

e diecimila alla tua destra,

ma nulla ti potrà colpire.

 

Basterà che tu apra gli occhi

e vedrai la ricompensa dei malvagi!

 

«Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!».

Tu hai fatto dell’Altissimo la tua dimora.