La liturgia delle Ore, voce dello Sposo e della sposa – La preghiera liturgica 3

Pubblicato giorno 1 luglio 2018 - ARTICOLI DEL BLOG, La preghiera

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La celebrazione della Liturgia delle Ore, in particolare delle Lodi e dei Vespri, è il luogo dell’incontro quotidiano con il Signore.

In essa noi proclamiamo la nostra vitale appartenenza a Colui che ci ha amati per primo (1Gv 4,19), mentre con gioia ci alimentiamo alle fonti stesse del Salvatore.

La preghiera liturgica è opera di Dio, iniziativa del suo amore che incessantemente si dona, e insieme è risposta libera dell’uomo che da questo amore si lascia conquistare ed edificare. Diventa così espressione di una vita vissuta in compagnia del Signore, un cammino di amicizia e di comunione che si nutre di conoscenza reciproca, di un assiduo frequentarsi.

Il mistero dell’uomo

 

Vivere in questa comunione d’amore con Lui è fondamentale per ogni persona, perché solo Cristo Redentore ci rivela pienamente ciò che siamo, la nostra dignità e il senso della nostra vita.

“L’uomo -infatti- non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non si incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente. L’uomo che vuol comprendere se stesso fino in fondo deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e morte, avvicinarsi a Cristo. Egli deve, per così dire, entrare in Lui con tutto se stesso, deve ‘appropriarsi’ ed assimilare tutta la realtà dell’Incarnazione e della Redenzione per ritrovare se stesso. Se in lui si attua questo profondo processo, allora egli produce frutti non soltanto di adorazione di Dio, ma anche di profonda meraviglia di se stesso. Quale valore deve avere l’uomo davanti agli occhi del Creatore se ha meritato di avere un tanto nobile e grande Redentore” (Giovanni Paolo II, RH 10)!

Cristo e la Chiesa

 

Veramente soltanto nel mistero di Cristo trova vera luce il mistero dell’uomo. Da sempre Dio, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza nel Figlio suo Gesù, ci chiama all’incontro con Lui. Per il desiderio di questo incontro, Egli stesso, prendendo l’iniziativa, è sceso fino alla piccolezza della creatura aprendole la conoscenza di Sé e stringendola in un patto di alleanza nuova ed eterna.

Questo patto d’amore si è compiuto con la morte e risurrezione del Signore. In Lui, con il dono del Battesimo, siamo diventati familiari di Dio così intimamente da poter dire di essere veramente suoi, come la sposa appartiene allo sposo. “A Gesù morto e ancora appeso alla croce, racconta il vangelo, s’avvicinò un soldato che gli aprì con un colpo di lancia il costato: ne uscì acqua e sangue. L’una simbolo del Battesimo, l’altro dell’Eucaristia. Ora la Chiesa è nata da questi due sacramenti…usciti dal costato. Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva. Come Dio formò la donna dal fianco di Adamo, così Cristo ci ha donato l’acqua e il  sangue dal suo costato per formare la Chiesa. E come il fianco di Adamo fu toccato da Dio durante il sonno, così Cristo ci ha dato il sangue e l’acqua durante il sonno della sua morte. Vedete in che modo Cristo unì a sé la sua Sposa” (s. Giovanni Crisostomo).

Come membra vive della Chiesa Sposa, siamo tutti e ciascuno elevati per grazia a questa grande dignità!

Dialogo d’amore

 

Nella Liturgia delle Ore, nella lode e nel canto dei salmi, si realizza quel dialogo fra Dio e gli uomini, fra Cristo e la Chiesa, nel quale ognuno partecipa alla preghiera come “voce della Sposa che parla allo Sposo” (SC 84), esprimendo i desideri, le implorazioni, le richieste di aiuto, ma anche il rendimento di grazie, la lode, l’adorazione, l’ascolto, la contemplazione e l’affetto del cuore. Questo dialogo con il Signore ci rende suoi intimi stringendoci in quella comunione reciproca con Lui che è la sostanza stessa, l’anima della vita cristiana.

È preghiera che ci coinvolge personalmente, con il nostro volto, la nostra storia e i nostri bisogni, e nello stesso tempo è preghiera comunitaria, ecclesiale, che ci raduna davanti al Signore come famiglia e in unità con tutto il popolo cristiano, per presentare a Dio le necessità di tutti gli uomini. “Una preghiera intensa, che tuttavia non distoglie dall’impegno nella storia: aprendo il cuore all’amore di Dio, lo apre anche all’amore dei fratelli, e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio” (Giovanni Paolo II, NMI 33).