Lettera di Natale 2016

Pubblicato giorno 11 dicembre 2016 - Lettere circolari

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Monastero San Damiano – Borgo Valsugana

Avvento – Natale 2016

Carissimi fratelli e sorelle,

                        il Signore vi dia pace!

Siamo entrati nel tempo dell’Avvento, nel tempo dell’attesa per eccellenza. Attendiamo, infatti, che si compia il desiderio più intimo e profondo del nostro cuore, desiderio che, anche quando è inespresso e poco cosciente, preme dentro di noi e ci interroga sommessamente. È il desiderio che Dio si manifesti, che ci dia un segno della sua presenza. Quante volte facciamo esperienza che questa domanda abita il nostro cuore! E non solo il nostro cuore, ma anche il tempo, per tanti versi travagliato, che il nostro mondo sta vivendo.

Se tu squarciassi i cieli e scendessi (Isaia 63,16): è l’invocazione con cui la Sacra Scrittura dà voce al nostro desiderio. Il tempo dell’Avvento entra in dialogo con questo grido del nostro cuore, ci prende per mano e ci fa mettere in cammino verso un luogo preciso, concreto, il luogo del compimento del nostro desiderio: la grotta di Betlemme.

Quest’anno ci incamminiamo verso di essa alla luce che il giubileo della misericordia, indetto da papa Francesco, ha diffuso e lasciato in tutta la Chiesa.

Giunti alla grotta, la notte di Natale i nostri occhi, illuminati da questa luce, si poseranno sul Bambino di Betlemme e potranno riconoscere e contemplare la misericordia di Dio che si fa carne, che si fa visibile. Il segno semplice e innocente del Bambino nelle braccia di sua Madre sarà lì a ricordarci che siamo venuti al mondo per amare ed essere amati (s. Teresa di Calcutta). Non c’è altra realtà, al di fuori di questa, che dia ragione ai desideri più veri, profondi e belli della nostra umanità. Se vogliamo, questo contempleremo e celebreremo la notte di Natale.

Davanti alla grotta non saremo soli. Nessuno è escluso dalla misericordia, tantomeno i rifugiati, i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli anziani, i malati, che il Signore accoglie con predilezione. Tutti siamo convocati a Betlemme. E la luce della misericordia, fattasi visibile nei tratti del Bambino, ci darà di vedere e capire meglio i tratti gli uni degli altri. Insieme alla misericordia, un’altra parola si fa carne la notte di Natale: la parola fratelli. Fratello è il nome vero di coloro che incontriamo sulle strade della vita.

Lasciamoci illuminare dalla luce di Natale, perché le parole misericordia e fratelli diventino la realtà da capire, desiderare e domandare, per ognuno di noi e per il nostro mondo. È il dono che ci viene incontro dalle braccia del Bambino di Betlemme tese verso di noi.

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Alla luce di questo dono vogliamo condividere con voi alcuni momenti della nostra vita fraterna di quest’anno, riconoscendo in essi altrettanti modi con cui il Padre delle misericordie ci ha visitate e si è reso presente in mezzo a noi.

All’inizio dell’anno, il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al Tempio e giornata della vita consacrata, si è concluso l’anno dedicato ad essa. La conclusione è avvenuta nella cornice del giubileo della misericordia, già iniziato. I due eventi voluti da papa Francesco sono venuti così ad intrecciarsi, e significativamente la parola della misericordia è stata il sigillo e insieme il mandato dell’anno della vita consacrata. Abbiamo avuto la gioia di vivere la giornata di conclusione nel segno della comunione e della condivisione, celebrando l’eucaristia con il nostro parroco, don Daniele Morandini, con la partecipazione di numerosi parrocchiani. Insieme abbiamo reso grazie per il dono dell’incontro con il Signore Gesù, che alimenta e aumenta in ciascuno il desiderio dell’incontro fra di noi e la gioia della gratitudine.

Un frutto vivo e bello dell’anno della vita consacrata sono stati gli incontri tra i giovani consacrati dei diversi carismi presenti nella nostra Diocesi. Nel mese di maggio l’incontro è avvenuto nel nostro monastero, dando vita a un intenso momento di conoscenza e confronto e rendendo visibile la reciprocità delle varie forme di vita consacrata nel servizio alla nostra amata Chiesa.

In questo stesso spirito ecclesiale abbiamo accolto con gioia e gratitudine prima, in febbraio, la nomina e poi, in aprile, la consacrazione del nuovo arcivescovo della nostra Diocesi nella persona di monsignor Lauro Tisi, già vicario generale. Nel mese di giugno monsignor Lauro ci ha fatto il dono di una sua visita fraterna, avvenuta in un clima di grande cordialità e familiarità e durante la quale ha voluto affidarci le intenzioni che gli stanno più a cuore. Un altro dono del nuovo arcivescovo è stata la sua presenza in agosto per la celebrazione eucaristica della solennità della madre santa Chiara. Presenza che ha reso visibile il legame nascosto, ma profondo e forte fra il ministero del Pastore e la vocazione contemplativa nella Chiesa, spingendoci a fissare lo sguardo sul cuore vitale di ogni vocazione: il mistero di Dio che, scendendo ad abitare nel cuore di ogni uomo, ci dona in questo modo di incontrarlo, di unirci a Lui, e in Lui tra di noi, nessuno escluso.

Un altro evento che abbiamo vissuto in una dimensione di particolare partecipazione e comunione è stata la nascita, nel mese di maggio, della nuova Provincia S. Antonio dei Frati Minori, in cui si sono unite, dopo un lungo cammino di preparazione, le sei province francescane del Nord Italia, fra cui la Provincia tridentina di San Vigilio, a cui era consociato il nostro Monastero. Il cammino di unità con i frati e di reciprocità nello stesso carisma prosegue, dunque, in questa forma allargata, nel desiderio di rimanere e continuare a crescere nella comunione. Segno visibile di questa comunione è stata, nel mese di settembre, la prima visita fraterna alla nostra comunità del nuovo Ministro provinciale, fra Mario Favretto. Sempre nel mese di settembre, nel contesto dei trasferimenti in seguito al Capitolo provinciale, c’è stato un avvicendamento nel servizio di cappellano del monastero: abbiamo salutato fra Giovanni Patton, piene di gratitudine per il suo servizio discreto e fedele, e abbiamo accolto con gioia fra Italo Kresevic.

Mentre era ancora in corso il Capitolo provinciale dei frati, gioia e anche emozione ha suscitato in noi la nomina a Custode di Terra Santa di fra Francesco Patton, per tanti anni Ministro provinciale trentino. Prima della partenza per la sua missione all’inizio di giugno, abbiamo potuto incontrarlo e assicurargli la nostra preghiera, nel segno del legame particolare che ci unisce alla Chiesa madre di Gerusalemme.

Altro legame importante per la vita e la crescita della nostra comunità è quello con la nostra Federazione. Quest’anno abbiamo vissuto alcuni momenti particolarmente significativi: in aprile la visita fraterna della madre presidente, sr Angela Emmanuela Scandella, seguita poco dopo da un corso di formazione clariana tenutoci dalla consigliera federale sr Chiara Cristiana Mondonico, e in settembre l’assemblea dei monasteri della Federazione. Questi eventi sono stati occasioni per riconoscere la grandezza del dono ricevuto con la chiamata a seguire il Signore sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi e per rispondere a Lui che ci chiama nel rendimento di grazie.

Non possiamo non riconoscerlo: innumerevoli sono i motivi per dire grazie. Vogliamo ancora condividervi l’ultimo in ordine di tempo: il 23 novembre il rinnovo dei voti della nostra sr Maria Anastasia, che continua il suo cammino di formazione e consacrazione.

Cari fratelli e sorelle, vi invitiamo a condividere e ad unirvi al nostro grazie e, insieme e più ancora, diciamo grazie ad ognuno e per ognuno di voi, che in tanti modi vi fate accanto a noi, solleciti nel sostenerci nel vivere la nostra vocazione di intercessione. Così siete per noi segno della presenza amante di Dio nella nostra esistenza. Sì, il Signore porta a compimento il nostro desiderio della sua manifestazione e della sua presenza! In questa certezza, vi auguriamo buon Natale, buon Anno!

 Con affetto e gratitudine

Madre Barbara Veronica e le vostre sorelle clarisse

 

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