L’inferno è non amare più – Omelia di p. Gaetano Piccolo SJ per la XXVI domenica anno C

Pubblicato giorno 27 settembre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Omelie di p. Gaetano Piccolo SJ

Gaetano
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XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Am 6, 1.4-7; Sal 145; 1 Tm 6, 11-16; Lc 16, 19-31.

«L’uomo di questo tempo ha il cuore duro e la pancia sensibile»

G. Bernanos

L’inferno può essere già qui

Non è difficile immaginare cosa sarà l’inferno, perché molte volte abbiamo l’impressione di cominciare a viverlo già a partire da questa vita. Lo diceva anche Bernanos, nel Diario di un curato di campagna, quando il giovane prete, protagonista del romanzo, rivolgendosi alla contessa le ricorda che «l’inferno è non amare più».

Viviamo ancor più spesso l’inferno della solitudine, l’inferno dell’indifferenza e dell’estraneità, persino dentro la nostra stessa casa. Così immagina l’inferno Sartre nel romanzo A porte chiuse, dove un uomo viene portato all’inferno e si aspetta di trovarvi terribili torture, si ritrova invece in una stanza a porte chiuse, insieme ad altre due donne. E lì, nei conflitti, nelle menzogne e nelle incomprensioni che si susseguono, capisce che il vero inferno possono essere gli altri.

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