Liturgia, grembo di vita – La preghiera liturgica 1

Pubblicato giorno 1 giugno 2018 - ARTICOLI DEL BLOG, La preghiera

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C’è un luogo in cui l’uomo si incontra con l’azione della grazia, che incessantemente lo visita e lo plasma; un luogo privilegiato nel quale il Signore nostro Dio viene a noi, per toccarci con la potenza del suo amore che salva, e introdurci a una profonda comunione con Sé, elevando il nostro cuore alla gioia di lodarlo, insieme a tutti i nostri fratelli e sorelle nella fede. Questo luogo benedetto – perché davvero in esso, come da una fonte, vengono a noi tanti beni, tutto il Bene…che è Dio stesso- si chiama liturgia.

Parola un po’ misteriosa, poco conosciuta e poco usata, che certo non fa parte del comune linguaggio della gente, esprime in realtà qualcosa che ci riguarda da vicino, come il grembo da cui siamo nati… È infatti nella liturgia, attraverso i sacramenti, che noi siamo stati generati alla vita cristiana, ed è in essa che troviamo costante nutrimento, forza, gioia per crescere nella fede, scoprendo la bellezza di appartenere alla Chiesa e la grazia di essere figli di Dio, radicati nell’amore di Cristo che rende liberi.

Un po’ di storia

Liturgia è un termine di origine greca che inizialmente indicava un’opera o azione svolta liberamente dal singolo cittadino in favore del popolo. Con l’andare del tempo il significato di questa parola si estese a comprendere qualsiasi servizio, libero o obbligatorio, reso a un privato, o allo Stato, oppure alla divinità.

Anche nella traduzione greca della Bibbia, riguardante i libri dell’Antico Testamento, troviamo il termine liturgia, usato sempre per indicare il servizio religioso offerto a Jahvè dai sacerdoti e dai leviti.

Assente negli scritti del Nuovo Testamento, anche per l’esigenza di distinguere il culto nuovo da quello levitico, la parola liturgia ricompare nei testi e nelle lettere della prima comunità cristiana a significare soprattutto la celebrazione dell’Eucaristia.  Con tale significato essa è usata tuttora dalla Chiesa d’Oriente (Divina liturgia è infatti la santa Messa), mentre nella Chiesa d’Occidente il termine non ebbe uguale fortuna, venendo di preferenza tradotto con sinonimi latini come ufficio, ministero, servizio .

La parola liturgia sarà ripresa nel linguaggio ecclesiale solo verso il XVI secolo, intendendo con essa l’insieme dei riti e delle norme che regolano il culto nel suo svolgersi esteriore. Questo significato riduttivo rimarrà in uso fino al recente Concilio… mentre si ravvivava l’attesa di un auspicato rinnovamento liturgico.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo

La Chiesa, lasciandosi guidare dallo Spirito, ha maturato negli ultimi decenni una più profonda comprensione di quella realtà misteriosa, complessa e stupenda che il termine liturgia esprime. Tanta luce è venuta a noi dall’evento di grazia del Concilio Vaticano II, il quale si dedicò all’approfondimento della liturgia “con tale ampiezza e accuratezza, con tale impegno e frutto, che ben difficilmente si può riscontrare qualcosa di simile in tutta la storia della Chiesa” (Paolo VI).

Il motivo di così grande impegno e cura sta nell’incommensurabile valore della liturgia, come spiega il documento conciliare ad essa dedicato: “La liturgia, mediante la quale si attua l’opera della nostra redenzione, contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e la genuina natura della Chiesa” (SC 2).

L’opera della nostra redenzione è l’opera della salvezza, che Cristo ha compiuto con la sua vita, morte e risurrezione, riconciliando gli uomini con il Padre. “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati ci ha fatti rivivere con Cristo”     (Ef 2,4): ecco la grazia che viene a noi mediante la liturgia, grazia divina e sovrabbondante che sgorga dalla Pasqua di Gesù. Tale evento è reso presente, vivo ed efficace nel suo Corpo che è la Chiesa, grazie alla potenza dello Spirito Santo che della liturgia è il grande protagonista.

L’anno liturgico

Con l’Avvento riprende ogni anno il ciclo dell’anno liturgico, che ci conduce a visitare e celebrare gli eventi più importanti della vita di Gesù e, in Lui, della nostra vita e della nostra fede.

Accompagnati dallo Spirito che come una madre ci tiene per mano, possiamo pazientemente lasciarci incontrare e plasmare dalla grazia della liturgia, per accogliere sempre più in profondità l’amore di Dio, amore trasformante capace di fare della nostra vita, nella sua umile e preziosa concretezza, una liturgia di lode al Signore e di comunione con i fratelli.