Novena dell’Immacolata – 6 dicembre, Dimora di Dio

Pubblicato giorno 5 dicembre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, La preghiera, Novene

imma
Condividi su:   Facebook Twitter Google

6 dicembre

DIMORA DI DIO

 

 

 

“Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!”

“Ecco la dimora di Dio con gli uomini”

 

Nell’evento dell’Annunciazione siamo dinanzi all’unico caso della storia della salvezza nel quale un essere umano ha l’ultima parola dinanzi a Dio. Ed è una donna ad essere al centro di questo evento. Colei che permette a Dio di venire al mondo è una donna.

Straordinaria verità. Dio si lega alla risposta di una donna. Non vuole oltrepassare la libertà di questa donna. Essa obbedirà al Signore, ma obbedirà per libera scelta, senza che nessuno possa imporglielo, solamente per fiducia e per amore.

E non è una qualsiasi donna. È Maria di Nazaret. Concretezza assoluta dell’unicità della storia della salvezza. La venuta di Dio nel mondo si compie lì e non dappertutto. La salvezza sarà dappertutto, solo perché prima è stata lì. Se non fosse stata prima lì, semplicemente non sarebbe stata.

Cosa aggiunge l’affermazione dell’Immacolata Concezione di Maria a questo evento? Quale dimensione specifica sottolinea?

Pone dinanzi agli uomini il fatto che Maria sia “piena di grazia”. Ci invita a riflettere su questa espressione che ripetiamo ogni volta nella preghiera dell’Ave Maria: “Ave, rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28).

Immacolata vuol dire semplicemente “piena di grazia”. È la semplicità a cui tende tutta la creazione, a cui aspira ogni figlio d’uomo. Vincere il peccato, non esserne schiavo, esserne libero. Nella consapevolezza che questa vittoria non è opera della determinazione volontaristica e della capacità umana, ma è evento che si può compiere solo per opera di Dio, grazia che non può provenire se non dalla grazia.

Maria è “piena di grazia” perché è gravida, nello Spirito, della divinità del Figlio che si fa carne. È piena di grazia, perché Dio è “contenuto” in Lei. È divenuta “dimora dell’Incontenibile”.

In vista di questa pienezza, Dio ha voluto che Maria non conoscesse peccato, che fosse preservata dal peccato originale. Essa è così “piena di grazia” allora anche perché il suo cuore, fin dal suo concepimento, non si è mai volto al peccato, ma, a differenza di Eva e di tutti gli altri figli dei progenitori, sempre si è abbandonata in libera fiducia di amore al suo Signore.

(don Andrea Lonardo)

 

 

Preghiamo Maria

 

Madre di Dio, piena di grazia,

tu che portando nel tuo seno il fuoco della divinità

non ne resti consumata

e che generi, senza corruzione,

la fonte della vita, il Signore,

preserva noi che ti magnifichiamo.

O Vergine, in modo ineffabile tu hai dato alla luce

Uno della Trinità, in due nature,

due energie ed una sola persona.

Intercedi quindi presso di lui,

affinché liberi dalle insidie del nemico

coloro che con fede sempre ti invocano:

poiché noi tutti ci rifugiamo presso di te,

Sovrana, Madre di Dio.

Ave, Vergine Madre di Dio,

o Maria piena di grazia, il Signore è con te:

benedetta tu sei fra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno,

perché generasti il Salvatore delle anime nostre.

(Preghiera bizantina)