Ottavario di preghiera in preparazione alla solennità della madre santa Chiara – 2 agosto

Pubblicato giorno 1 agosto 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Novene, S. Chiara d'Assisi

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In questi giorni di preparazione alla solennità della madre S. Chiara, desideriamo soffermarci sulla sua esperienza evangelica, per cogliere di volta in volta un tratto della sua adesione a Cristo che parli anche alla nostra vita.

Chiara, sui passi di Francesco, si è posta alla sequela del Signore Gesù, e per farlo si è messa radicalmente in ascolto della sua Parola, come si può dedurre dai suoi scritti  che da essa attingono.

Anche noi, ponendoci in ascolto del Vangelo del Signore Gesù, veniamo plasmati secondo la nostra vocazione, secondo la sua immagine, secondo le sue esigenze, fino a diventare noi stessi parola viva attraverso la quale il Signore vuole esprimersi e in un certo modo incarnarsi.

Preghiamo la madre S. Chiara, affinché interceda per noi questo dono presso il Signore.

 

Le vostre sorelle Clarisse


 

In ascolto con Chiara

discepola del Vangelo


VOCAZIONE

venerdì 2 agosto

 

 

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio ». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei. Lc 1,26-38

 

Nel nome del Signore. Amen. Tra gli altri benefici, che abbiamo ricevuto ed ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore, il Padre delle misericordie  per i quali siamo molto tenute a rendere a Lui glorioso vive azioni di grazie, grande è quello della nostra vocazione. E quanto più essa è grande e perfetta, tanto maggiormente siamo a lui obbligate. Perciò l’Apostolo ammonisce: «Conosci bene la tua vocazione». Il Figlio di Dio si è fatto nostra via; e questa con la parola e con l’esempio ci indicò e insegnò il beato padre nostro Francesco, vero amante e imitatore di lui.

Dobbiamo, perciò, sorelle carissime, meditare gli immensi benefici di cui Dio ci ha colmate, specialmente quelli che Egli si è degnato di operare tra noi per mezzo del suo diletto servo, il beato padre nostro Francesco,  e non solo dopo la nostra conversione, ma fin da quando eravamo ancora tra le vanità del secolo.

Test. S. Chiara FF 2823-2825

 

 

Chiara si pone davanti alla sua vocazione come un’altra Maria e, tra gli altri doni, la apprezza come il più grande del Padre delle misericordie.

La sua risposta alla vocazione è percorrere la Via che è Gesù Cristo stesso, accompagnata dalla parola e dall’esempio del padre san Francesco, attraverso il quale ha conosciuto la chiamata. Anche noi siamo invitati a conoscere in profondità la nostra personale vocazione, a percorrerla in Cristo, nostra Via, sui passi quotidiani dell’ascolto della Parola e sull’esempio di Maria, che ha pronunciato il suo “Eccomi” in modo perseverante lungo tutta la sua vita.

Rispondiamo al Signore che ci chiama e ci scopriremo accompagnati da tanti fratelli e sorelle che camminano assieme a noi!

Ringraziamo con gioia il Padre della luce, dal quale discende ogni dono perfetto!

 

 



Preghiamo a cori alterni (Sal 139):

Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano.

Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile.