Per vivere bene l’adorazione eucaristica

Pubblicato giorno 29 marzo 2017 - La preghiera

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Con questo articolo termina la pubblicazione settimanale del testo di don Gianni Ghiglione SDB, ricordiamo che è possibile chiedere il testo direttamente all’autore (uni.gianni@gmail.com) al costo di € 2,00 a copia più spese di spedizione

Si tratta di indicazioni, per cui la prima cosa da portarsi nel cuore è una grande libertà e una grande serenità. Se è vero che tu cerchi Gesù, è molto più vero che Lui cerca te e ti aspetta per un incontro che diventi un abbraccio. Tantissime sono le modalità per vivere bene l’Adorazione: sono legate all’età, alla condizione di vita, alla situazione del momento, allo stato d’animo, … al tempo! Un conto è essere da soli, un conto in gruppo o in comunità… Ti dirò quello che ho trovato utile per me; se sarà utile anche a te, Deo gratias!

  1. l’Adorazione va preparata: se la lasci al caso, rischi di sciuparla. Prepararla come?
    1. Con l’attesa e il desiderio: alimentare il cuore
    2. Con la fedeltà (es. essere puntuale!) all’impegno
    3. Scegliendo una modalità che potrà restare uguale a lungo o variare più spesso. Eccone alcune
      • Abitualmente vivo l’adorazione settimanale preparando l’Eucarestia della domenica, leggendomi le letture (o una lettura)
      • Prego con un salmo scelto in precedenza
      • La settimana in cui mi confesso, dedico il tempo dell’adorazione nel prepararmi alla confessione
      • Ho un problema con una persona: dedico il tempo dell’adorazione a chiedere il dono della carità e della riconciliazione

Altri modi possono essere:

  • Ringraziare per i doni della settimana
  • Leggere un brano di Vangelo scelto in precedenza
  • Pregare per delle persone in particolare (i giovani del mio Oratorio, i malati della Parrocchia, la mia famiglia, la mia classe, i miei alunni….)
  • Adorare in silenzio Gesù Eucaristia
  • Ripetere lentamente delle espressioni tratte dalla Parola di Dio
    • Io sono la Via, la Verità, la Vita
    • Non sono venuto per essere servito, ma per servire
    • Pregate sempre, senza stancarvi mai
    • Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi
    • L’inno alla carità (1° Corinzi 13)
    • Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera
    • Padre, nelle tue mani affido la mia vita
    • Sulla tua parola getterò le reti
    • Padre, conservali nell’unità
    • Padre, per Gesù donami lo Spirito Santo
    • Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla
    • Eterna è la tua misericordia
    • Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna
    • Io credo, Signore! Sostieni la mia debolezza.
    • Nulla è impossibile a Dio
    • Signore Gesù, abbi pietà di me che sono un peccatore
    • ………………………………………………………………………………………..

Trovo molto utile scrivere ogni tanto qualche riflessione, una preghiera su un quadernetto: favorisce la concentrazione e lo si può riprendere a casa, in viaggio, …

Tanti anni fa mi era stato suggerito di dividere l’ora di adorazione in 4 parti di un quarto d’ora ciascuna: si iniziava con la richiesta di perdono, poi si passava alla preghiera di offerta e di domanda e si concludeva con il ringraziamento. Come vedi, si tratta di ricalcare i vari momenti tipici della celebrazione eucaristica e questa formula ha il vantaggio di essere semplice e varia allo stesso tempo.

Ricordati che il grano non fa lunghi discorsi per maturare in turgida spiga: sta davanti al sole. Così ciò che conta è il cuore che sta davanti a Dio, felice di essere lì, di passare del tempo con Lui, che è la Vita.

“Il Re Baldovino, che passava ore davanti al S. Sacramento esposto, racconta con semplici parole quello che viveva: “Era quasi sempre difficile restare immobile a contemplare Dio nel silenzio e nell’aridità della fede. Bisogna mettere la propria anima di fronte al sole di Dio e non aver paura di perdere tempo nella cappella, anche se non si sente nulla. Bisogna lasciare al sole il tempo di abbronzarci, e questo richiede un po’ di pazienza!” (Buttet, pag.309)

  1. Dare spazio alla preghiera allo Spirito Santo: adorare è fare esperienza della paternità di Dio e quindi è scoprire nella gioia l’essere figli. È lo Spirito Santo che ci assicura che siamo figli e che ci permette di pregare da figli, gridando in noi “Padre” ( Romani 8,15).

Gesù ci invita a chiedere lo Spirito Santo. Rileggi il capitolo 11 del Vangelo di Luca: un anonimo discepolo domanda a Gesù di insegnar loro a pregare e nasce così la preghiera del Padre nostro. Poi Gesù continua e racconta una parabola per invitarli ad una preghiera accanita, testarda, cocciuta, che non si rassegna e conclude: “Se vostro figlio vi chiede un pesce, voi gli darete un serpente? Oppure se vi chiede un uovo, voi gli darete uno scorpione? Dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli. A maggior ragione Dio, vostro Padre, darà lo Spirito Santo a quelli che glielo domandano!”   (Luca 11,11-13)

Ti suggerisco una preghiera : Padre per Gesù donami (ci) lo Spirito Santo.

Presenta tre caratteristiche:

  • È una preghiera trinitaria
  • Chiede nel nome di Gesù, come è richiesto nel Vangelo
  • Chiediamo la cosa più importante e preziosa, l’unica necessaria: lo Spirito Santo!

Chiudi la tua adorazione con le parole che il sacerdote dice al termine della preghiera eucaristica:

“Per Cristo, con Cristo, in Cristo a Te, Dio, Padre Onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli! AMEN!”

Alcuni consigli … pratico pratici!

Il tempo: scegli il giorno della settimana in cui hai la certezza di avere uno spazio libero per l’adorazione. All’inizio punta a mezz’ora e a poco a poco cerca di arrivare a un’ora di adorazione. Se rifletti un attimo ti accorgi che è proprio poco; direi che è il minimo. Fatti i conti in tasca e pensa a quanto tempo passi davanti alla TV, al computer fuori dal lavoro; quanto tempo dedichi agli amici, al divertimento, allo sport… a Dio un’ora alla settimana!

Se riesci, punta al mattino presto, quando c’è ancora la quiete. “…al mattino Ti cerco!”.

Segnati questo “appuntamento” sull’agenda e circonda questo tempo di filo spinato ad alta tensione: “Chi tocca i fili muore!”, cioè questo tempo non si tocca, è già occupato! Non vendere quest’ora a nessuno e vedrai quante tentazioni arriveranno!  Se hai un rendez-vous con una persona importante, fai di tutto per non mancare e … arrivi puntuale! E con Dio?

Dicevo a Dio: “Signore, dammi il fervore e io ti darò tutto il tempo che vuoi per la preghiera”. Nel mio cuore trovai la risposta: “Dammi il tuo tempo e io ti darò tutto il fervore che vuoi nella preghiera” (R. Cantalamessa, 2005, 28)

Il luogo: l’ideale è stare davanti al Tabernacolo, in una cappella silenziosa, fuori dall’orario di funzioni religiose. La presenza di Gesù Eucaristia dà all’adorazione una dimensione unica. L’abbiamo detto tante volte nelle pagine precedenti.

Come ripiego, ti consiglio un posto in casa tua, tranquillo, non disturbato da telefono, cellulare, ….

So di alcuni giovani che nella loro cameretta hanno costruito l’angolo di Dio, cioè un piccolo spazio con un cuscino per inginocchiarsi, un’icona o un Crocifisso e lì accanto la Parola di Dio. Ci può stare un fiore o una candela.

Non è necessario essere monaci, cioè separati da tutto per essere uniti a tutti, per vivere l’intimità con Dio. Per quelli che non dispongono di uno spazio per vivere tale intimità con Dio, c’è sempre quella che s. Caterina da Siena chiamava la “cella interiore”. È questo luogo segreto dove, in mezzo alle mille occupazione e incontri esteriori, ci si incontra con l’Amato della nostra anima. Dio cerca oggi questi chiostri ambulanti, questi tabernacoli mobili. Cerca uomini e donne, laici e gente impegnata nella vita trepidante del mondo, che abitano nonostante tutto “il grande silenzio interiore”, intrattenendosi con Lui a ogni ora del giorno e della notte!

***

Conclusione

Oggi da più parti ci giunge il richiamo ad una vita cristiana e religiosa più autentica, più generosa.

”Non esito a dire che la prospettiva in cui deve porsi tutto il cammino pastorale è quello della santità!” ammoniva Giovanni Paolo II e il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chavez, fin dall’inizio del suo mandato, scriveva: “Innanzi tutto viene la nostra santità! La santità è il dono più prezioso che possiamo offrire ai giovani”.

L’adorazione è una via privilegiata per ancorarsi a Gesù e con Lui camminare verso le mete esigenti della vita cristiana e religiosa. “Senza di me non potete fare nulla”, ma con Lui tutto diventa possibile. Il segreto, semplicissimo, è di cominciare subito e di restare fedeli.

Ti adoro mio Dio!

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Bibliografia

BOBIN Christian, Le Trés-Bas, Gallimard 1992

BOZZOLO Andrea, Compendio di Teologia eucaristica, 2004

BUTTET Nicolas, L’Eucaristie à l’école des saints, Ed. de l’Emmanuel, Paris 2000

CANTALAMESSA Raniero, L’Eucharestie, notre sanctification, Centurion, Paris 1989

CANTALAMESSA Raniero, Questo è il mio corpo, Ed. Paoline 2005

FOUCAULD Charles (de), Œuvres Spirituelles. Anthologie, Ed. du Seuil, Paris 1958

FRANCESCO di SALES, Introduzione alla vita devota, Ed. Paoline, Milano 1984

LECLERC Eloi, La sagesse d’un pauvre, Desclée de Brouwer, Paris 1991

ZUNDEL Maurice, Un autre regard sur l’homme, Le Sarment, Fayard 19996