9Il Sì detto PER SEMPRE

Professione solenne di sr. Maria Maddalena (06.08.2006)

Con gioia condivido con voi il dono della professione solenne, cioè del giorno in cui ho potuto rispondere con il Sì per sempre all’amore del Signore fra le clarisse. Il ricordo di quel sei agosto 2006, festa della Trasfigurazione del Signore, è vivo… e continuamente operante. È un dono dello Spirito, che coinvolge mente, cuore e mani tutti i giorni e da restituire ogni giorno… restituire al Signore nella lode (direbbe san Francesco).
Nel 1998 sono entrata fra le Sorelle povere di santa Chiara nel Monastero San Damiano in Borgo Valsugana. Vivendo con loro ogni momento della giornata nella preghiera e nel lavoro, ho continuato il cammino di discernimento della vocazione, che ha un suo ritmo e delle tappe graduali. Con grande cura, infatti, sono stata aiutata e accompagnata a dilatare la libertà interiore al Signore per iniziare ad aderire con ogni fibra del cuore, come dice santa Chiara, al Bene vero per me. Quale? Quello di non temere ad “abbandonarmi nelle mani” del Signore… per sempre. Qui ho trovato ciò che il Signore delle Misericordie aveva preparato per me. E così, non certo senza tremore, sono giunta al giorno della professione solenne. La sensazione, già a partire dal giorno precedente, era quella di avere un cuore allargato, di avere più spazio dentro. Una dilatazione del cuore che è culminata nella celebrazione Eucaristica. Il Signore era realmente presente: nella sua Parola si è fatto vicino a chi lo ascoltava; attraverso il Pane e il Vino è entrato nel corpo e nel cuore di chi ne ha mangiato; mentre leggevo la formula della professione nelle mani dell’Abbadessa, erano le Sue mani ad accogliermi; durante la prostrazione i santi invocati partecipavano sostenendo il dono di me al Signore; nella consegna dell’anello il Signore sigillava il dono dalla sua fedeltà nata sulla croce. La serenità e la gioia che avvertivo sembrava si riflettesse negli occhi dei presenti come i colori dell’arcobaleno. Per ciascuno, uno ad uno, ringrazio il Signore, che ci ha donato di vivere fraternamente una festa che è diventata festa di tutti e che è riassumibile con una parola: sovrabbondanza, poiché ciò che arrivava era per me grande… troppo grande. Ma questo non per spaventare. Quel Qualcosa era l’Amore del Signore che giungeva sovrabbondante per straripare; Qualcosa che dilatava e allo stesso tempo si allargava oltre i presenti, facendo sentire tutti parte viva della Chiesa.
Ora posso dire che legarsi con un Sì definitivo a Qualcuno libera veramente la capacità di amare. Certo è l’inizio di un cammino verso un dono di sé sempre più pieno, che fa assaporare, in qualche modo, già adesso la Gioia del Padre. Nei giorni successivi, poi, la vita sembrava scorrere più veloce, quasi sfuggisse di mano: credo sia il rischio di lasciarmi trascinare dagli eventi… Eppure è qui mi è chiesto il coraggio di trovare i tempi e il modo per coltivare sempre più l’intimo e vivo rapporto con il Signore che passa proprio attraverso le persone con cui vivo e le grandi ma, soprattutto, le piccole cose della vita. È così che il Signore continua a parlare ed operare. La furbizia spirituale sta nel lasciarsi toccare e plasmare da questa sua “multiforme” Parola, perché davanti a Lui giunge solo la grandezza e la purezza dell’amore nascosto nelle azioni, nelle parole e nel silenzio ….
Auguro a ciascuno di sperimentare il gusto rinnovato della vita, quando questa generosamente si dona. Possa il Signore trovare in noi un cuore sempre disponibile al suo Amore e molti, incontrandoci trovino il coraggio di rispondere a Lui che interamente ci dona se stesso – pienezza di bene e di misericordia -, affinché il suo Amore sia incontrabile ancora oggi sulle nostre strade e nelle nostre case. Vi vorrei invitare a pregare insieme, perché il Signore continui a mandare alla sua messe guide spirituali e gioiosi operai con lo sguardo fisso su di Lui e perché, quanti hanno iniziato a seguirLo perseverino fino alla fine.

sr. Maria Maddalena