Quel grazie che non so dire – Omelia di p. Gaetano Piccolo SJ per la 28ma domenica anno C

Pubblicato giorno 11 ottobre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, Omelie di p. Gaetano Piccolo SJ

Gaetano
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«Lentamente muore

chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi».

Martha Medeiros

 

 

Quando la vita cade a pezzi

Quando attraversiamo un dolore forte, davanti al quale facciamo fatica a reagire, abbiamo l’impressione di morire lentamente, sentiamo la vita che ci abbandona e la luce pian piano si spegne. E quando le persone su cui avevamo contato ci lasciano, quando gli eventi prendono una piega che non aspettavamo, diciamo di “essere a pezzi”, siamo distrutti dalla sofferenza che ci porta via il cuore a brandelli. Il dolore ci isola.

Probabilmente i lebbrosi – come quelli di cui parla il testo del Vangelo – si sentivano proprio così. Il lebbroso è uno che sta morendo lentamente, uno che cade a pezzi, uno che non riesce a tenere insieme i brandelli sospesi della sua vita. Ed è una persona isolata, condannata a relegarsi negli spazi solitari per non contaminare gli altri con la sua sofferenza. Anche la nostra cultura tende ad allontanare chi soffre, vogliamo evitare di vedere, ma soprattutto vogliamo evitare di essere infettati dal dolore.

 

Bisogna passare di là

Al contrario, Gesù si inoltra nelle periferie dell’esistenza per cercare chi è escluso. Questi incontri non sono casuali. CONTINUA A LEGGERE

 

Leggersi dentro

  • Sei capace di ringraziare o dai tutto per scontato?
  • Come vivi l’esperienza del dolore e cosa ti aiuta a superarlo?