Questo amico chiamato Gesù – Ritiri al monastero, testimonianza di Marianna

Pubblicato giorno 30 aprile 2017 - ARTICOLI DEL BLOG, Ritiri per ragazze, Ritiri per ragazze - Testimonianze

WhatsApp Image 2017-04-30 at 19.32.02
Condividi su:   Facebook Twitter Google

L’idea del ritiro è incentrata sull’equilibrio fra la riflessione individuale e la condivisione dai piccoli ai grandi momenti in foresteria, assieme alle altre ragazze partecipanti, ai momenti di catechesi in Sala S. Francesco, alla completa Liturgia delle Ore, alla disponibilità delle suore per i colloqui, alle celebrazioni caratteristiche nei periodi dell’anno più importanti. I giorni proposti dal Monastero San Damiano sono tesori per lo spirito; la catechesi diventa una sorta di pane quotidiano per scoprire sempre più questo amico chiamato Gesù e dunque noi stesse e gli altri. Il ruolo delle sorelle in questi ritiri è testimoniare con il loro esempio di vita contemplativa ma sempre presente quanto renda gioiose la contemplazione della fede in Gesù Cristo.

Sono venuta a conoscenza di questi ritiri quasi per caso, quando un caro amico di famiglia mi portò un pomeriggio a conoscere Suor Barbara Veronica per una chiacchierata. E proprio in quel pomeriggio di metà febbraio, dopo aver visto per la prima volta una realtà per me “antica” come il monastero, conobbi la vita delle suore di clausura. Fu proprio Suor Barbara Veronica a parlarmi di questi ritiri spirituali per ragazze, dopo che le ebbi confessato quanto purtroppo fosse individuale il mio professare la fede. …Decisi così di iscrivermi al ritiro quaresimale a inizio marzo, assieme ad altre sette ragazze sconosciute. Fu un’esperienza talmente arricchente, dolce e fortissima al tempo stesso. Si è creato un legame eccezionale con le altre ragazze – grazie al quale ci teniamo in contatto da allora – con le quali ho pianto e riso, ho imparato e ascoltato le loro testimonianze di vita e raccontato la mia. La prima cosa che pensai, esterrefatta, fu «qui si può parlare di Dio!».

Questa libertà, questa sorta di possibilità di esprimersi liberamente riguardo alla religione, fu forse uno dei fattori che mi hanno meravigliata di più. L’intero ambiente del monastero, infatti, dà questa sensazione. Permette un accrescimento della fede in Cristo e nella speranza in Lui, predispone alla tranquillità e alla serenità nel conoscere ogni giorno la Sua Parola, mette in contatto giovani cristiane da tutta Italia. Consente di approfondire dubbi personali e demolisce possibili false credenze. Il ritmo del monastero è molto diverso “dal mondo di fuori”. All’inizio può essere faticoso entrarci (specialmente seguire durante tutto il giorno la Liturgia delle Ore in orario!), e una volta abituate è dura uscire di nuovo “nel mondo di fuori”, così frenetico e veloce. E’ però un ritmo che dona una pace nel cuore, una volta finita l’esperienza, che non si può più farne a meno. Questo anche grazie alle sorelle, perché la loro attenzione ai dettagli è infinitamente affettuosa. Fanno in modo che ogni ragazza si senta accolta come a casa propria. Ciascuna delle Clarisse, dietro l’altare e dietro la grata, trasmette col sorriso sempre sul volto la gioia che hanno e noi di rimando. Veniamo accolte, abbracciate e baciate. La scritta “Pace!” incisa all’ingresso, la Bibbia nel cassetto, la dispensa sempre piena per noi con tutto il necessario e anche di più, la chitarra nell’angolo e i libretti dei canti, il calendario con la Parola del giorno, il dado con le preghiere per i pasti, coperte in più in ogni stanza, la speciale colazione per il giorno di Pasqua… ma specialmente la loro presenza. Possono sembrare distanti, eppure sono sempre lì, come degli angeli del Signore.

Grazie a loro, il mio percorso di fede è continuato più intenso di prima. Per questo, consiglio a qualsiasi ragazza credente o poco credente, informata o meno, timida o estroversa… alta, bassa, bionda, bruna, da qualsiasi parte d’Italia, di provare a partecipare a uno di questi ritiri spirituali. Il Signore è molto creativo e fa sempre le cose per bene, affidatevi a Lui.

Ringrazio con enorme affetto le Clarisse per la possibilità che mi hanno dato di scrivere queste righe…

Marianna