Tu, il mio pastore – La preghiera dei salmi 3

Pubblicato giorno 1 aprile 2018 - ARTICOLI DEL BLOG, La preghiera

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Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,

mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,

non temo alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro

mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni.

 

Salmo 22 (23)

Ci sono parole che fanno bene al cuore, che infondono sicurezza e danno forza e gioia per continuare il cammino della vita sapendo che non siamo soli, scoprendo che una presenza amica ci accompagna e ha cura di noi.

Quando tali parole vengono da Dio, possiamo essere certi della loro verità ed efficacia: la Parola del Signore, in ebraico dabar, ha infatti la caratteristica di realizzare sempre ciò che dice, di compierlo mentre lo annuncia!

Il bellissimo salmo 22, tra i più cari alla tradizione cristiana, è un canto di fiducia che descrive con delicata poesia la sollecitudine piena di amore del Signore verso il suo fedele, e invita così chiunque lo prega ad affidarsi al Padre con piena sicurezza.

Dio, pastore d’Israele

Il tema del ‘pastore’ è costante nella Bibbia. Il popolo ebraico traeva la propria sussistenza dal lavoro nei campi e anche dalla pastorizia: conosceva bene, quindi, la cura e la preoccupazione dei pastori per il loro gregge…

Il salmo presenta Dio come pastore del suo popolo, un pastore premuroso che dona ogni bene alle sue pecore,  le conduce per vie non pericolose e sdrucciolevoli in luoghi erbosi dove possono nutrirsi, ad acque limpide e tranquille dove dissetarsi e godere della frescura dell’ombra, e tutto questo a motivo del suo amore. Un amore fedele, disinteressato, pieno di attenzioni…materne.

La fiduciosa sicurezza che infonde un amore così, non viene meno neppure quando il cammino attraversasse luoghi tenebrosi, perché è fondata sulla presenza protettrice del Signore: “tu sei con me”. L’orante, che si riconosce come sua pecorella, sa che il Pastore è sempre al suo fianco per difenderlo con il bastone dagli attacchi delle bestie feroci e guidarlo con il tenero vincastro nella via della vita.

 

Gesù, buon pastore che dà la vita

Pregando questo salmo con il suo popolo, Gesù ne ha penetrato profondamente la verità, vivendo con il Padre in prima persona un rapporto intenso e intimo e sperimentando nella sua vita la tenerezza e la forza della comunione con Lui, che l’ha guidato con amore “per il giusto cammino”.

Gesù stesso, immagine del Padre, si rivelerà come il buon pastore che conosce le sue pecore, le ama, le chiama per nome una ad una, le ricerca con cura, per loro offre la vita. Le pecore, da parte loro, conoscono e ascoltano la voce del Pastore, seguendolo nel cammino (Gv 10, 1-16). È qui intesa una conoscenza reciproca profonda: la conoscenza dell’amore.

L’affetto per Gesù come buon pastore sarà tanto vivo anche nel cuore di Francesco, che nella ‘Lettera a tutti i fedeli’ esclama: “Oh, come è santo, come è delizioso, piacevole, umile, pacifico, dolce e amabile e sopra ogni cosa desiderabile avere un tale fratello e figlio, il quale offrì la sua vita per le sue pecore e pregò il Padre per noi, dicendo: Padre santo, custodisci nel mio nome quelli che mi hai dato” (FF 201).

È Gesù quell’unico pastore nel quale l’umanità non  manca di nulla, è lui che nel dono della sua vita ci conduce oltre la valle oscura della morte fino alla casa del Padre!

 

Noi, accolti nella gioia dell’ amicizia divina

 

Per esprimere l’esperienza d’intimità con Dio, il salmo dopo l’immagine del pascolo ci presenta quella del banchetto all’interno della casa. Il Signore offre all’orante la sua generosa ospitalità imbandendo una lauta mensa, offrendo un calice colmo e dissetante e, nel segno tipico dell’accoglienza orientale, onorando l’ospite con l’unzione dell’olio profumato sparso sul capo. Tale squisita profusione di beni e di delicate attenzioni mostra la bontà e fedeltà del Signore, accrescendo nel cuore di chi prega il desiderio e la sicura speranza di abitare nella sua casa per sempre.

Tutto questa grazia abbondante è per noi, ed ogni cristiano l’ha ricevuta e continuamente la riceve nei sacramenti -le acque del Battesimo, l’olio profumato della Cresima, la mensa dell’Eucaristia- che sono i segni efficaci della presenza del Risorto nella nostra vita. Una presenza che abita stabilmente in noi, ci custodisce nell’intimo e ci invita alla gioia di credere sempre, con ferma fiducia,  nell’Amore.