Va’ sicura, anima mia – Chiara d’Assisi davanti a sorella morte

Pubblicato giorno 10 novembre 2019 - ARTICOLI DEL BLOG, La preghiera, S. Chiara d'Assisi

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Facendosi più vicino il Signore e già quasi stando sulla soglia, volgendosi a se stessa, la vergine santissima parla silenziosamente alla sua anima: « Va’ sicura -le dice- perché hai buona scorta, nel viaggio.

Va’, perché Colui che t’ha creata, ti ha santificata e sempre guardandoti come una madre suo figlio, ti ha amata con tenero amore ».

« E tu, Signore -soggiunge- sii benedetto, che mi hai creata». Interrogandola una delle sorelle a chi stesse parlando, rispose: « Io parlo all’anima mia benedetta ».   

E ormai quella gloriosa scorta non era molto lontana. Volgendosi infatti a una figlia, le domanda: « Vedi tu il Re della gloria, che io vedo, o figlia? »

LsC 3252      

 

 

Va’ sicura! …In faccia a nostra sorella morte corporale, l’anima di Chiara è pervasa da un sentimento fortissimo di sicurezza.

Per Chiara la sicurezza non costituisce il risultato di un calcolo prudente a garanzia del futuro, ma il frutto certo di un’esperienza mille volte ripetuta. Potremmo dire che sicurezza è per lei sinonimo di conoscenza: Chiara può abbandonarsi con sicurezza a sorella morte perché conosce il Signore e la fedeltà del suo amore. Lo conosce come l’Artefice della trama di Provvidenza amorosa di cui è intessuta tutta la sua vita. E di cui è intessuta la vita di ogni uomo.

La conoscenza vera infatti nasce dall’esperienza dell’amore e della sua reciprocità e vale più di ogni altra cosa: per questo già Francesco “Non voleva che si suoi frati fossero bramosi di sapere e di libri, ma che si sforzassero di avere e di imitare la pura e santa semplicità, la santa orazione e la signora povertà, ritenendole via più sicure per la salvezza”.

Sicuro e stabile, dunque, è ciò che unisce più certamente al Signore.

La fonte della sicurezza per Chiara non sta in se stessa, nelle proprie virtù o nella propria scienza, ma nella relazione tenera e filiale vissuta con il Creatore e Padre, in Cristo e nello Spirito. Relazione colma di doni: dal dono della vita al dono della redenzione, fino al dono della santificazione. Dunque:

 

35Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? 36Come sta scritto:

Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno,

siamo considerati come pecore da macello.

37Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. 38Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, 39né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.